Nightguide intervisa Matteo Faustini, nuova proposta al prossimo Festival di Sanremo con "Nel Bene e Nel Male"

Nightguide intervisa Matteo Faustini, nuova proposta al prossimo Festival di Sanremo con "Nel Bene e Nel Male"

Matteo Faustini, classe 1994, è un cantautore bresciano che ha iniziato a muovere i primi passi nella musica fin da bambino, partecipando a diversi concorsi musicali. Nel 2007 entra a far parte del coro delle voci bianche della Scala di Milano, mentre negli anni seguenti si mette in gioco con il teatro, entrando così a contatto con un mondo a lui nuovo e allo stesso tempo stimolante. A 18 anni sente il bisogno di esprimersi attraverso la musica, intraprendendo così un percorso cantautoriale e sviluppando una forte esigenza di sperimentazione e ricerca musicale. Parallelamente agli studi in Scienze Linguistiche e Letterature Straniere, Matteo partecipa e vince vari concorsi musicali come "La VOCE di Lodi - The Tunnel" (incluso il premio della critica assegnato dalla cantautrice, compositrice e musicista Andrea Mirò) e il “Festival della Canzone - Città di Arese”, si classifica al secondo posto e vince il premio come miglior inedito al “Premio Franco Reitano” e si aggiudica una borsa di studio presso la “Lizard Accademie Musicali”Nel 2017 viene selezionato come finalista ad Area Sanremo ed è la voce della tribute band “Smooth Criminals”, con la quale ha portato in giro per l'Europa il mito di Michael Jackson. Negli ultimi due anni, Matteo ha intrapreso la sua carriera di insegnante di scuola primaria e ha scritto più di 50 brani, tra i quali “Nel Bene e Nel Male”scritto insieme a Marco Rettani, vincitore di Area Sanremo 2019 ed in gara al 70° Festival di Sanremo nella categoria “Nuove Proposte”.

A proposito del brano, Matteo Faustini racconta: «Questo brano parla di radici, salde. Quante stanze del cuore abbiamo? Quante possiamo ospitarne? Quante anime scegliamo di farci entrare? Poche. Esserci significa dare una certezza solida, delle radici che, nel bene e nel male, nessuna tempesta potrà sradicare. Abbiamo tutti una parte di bene e una di male, quanti sono disposti ad amarle entrambe? Questo brano celebra l'insieme, che può esistere solo se entrambe le parti si conoscono e complementano».



 

NG. Matteo Faustini, nuova proposta all'imminente Festival di Sanremo, autore del suo brano “Nel Bene e Nel Male”, presentato da qualche giorno. Come ci si sente all'inizio di questo percorso?

MF. Eh, come ci si sente?! Io mi sento davvero tanto privilegiato, io sono in un vortice di emozioni, devo ancora capire bene ma, sto cercando veramente di prepararmi per sentirmi all'altezza, sempre con il sorriso, sempre con tanta voglia di fare,  con tanta ansia, perché c'è anche quella...

 
NG. Immagino!
MF. Ma è un'ansia bella, dai!

 
NG. Un traguardo meritato direi, perché, da quello che so, tu ci stai dando dentro da un bel po', e ci stai credendo un sacco. Di sicuro non ti si può definire uno di quelli a cui è venuto tutto facile.
MF. No, assolutamente. Di esperienze ne ho davvero tante, molte anche negative, ma tutte sono servite tanto a formarmi, quindi ringrazio anche quelle, ed e forse grazie a quelle che ho scritto determinate cose. Quest'anno avevo deciso di autoprodurmi e mi fa sorridere che proprio in questo momento sia poi successo tutta questa cosa qua, è veramente bello. La vita è davvero ironica, quindi mi sento davvero privilegiato.

 
NG. Nella realizzazione dei tuoi brani, ti occupi solo del testo o anche della parte musicale?
MF. Di solito faccio tutto io, la canzone parte da me. Nel caso del pezzo che porterò al Festival di Sanremo ho lavorato con Marco Rettani che mi è stato vicino e mi ha dato dei validi consigli.

 
NG. Come ti sei sentito quando ti hanno comunicato che avresti partecipato al Festival?
MF. Mi ricordo ancora il momento in cui mi hanno chiamato e ho sentito il mio nome: MATTEO FAUSTINI. Io stavo pensando a tutt'altro con la mia faccia tutta imbarazzata, proprio non me lo aspettavo. In quel momento ho avuto un attimo in cui il mondo si è fermato e non ho capito più nulla. Come mio solito, subito dopo un mare d'ansia, io sono uno che ha bisogno di tenere le cose sotto controllo, e in quel momento lì era tutto talmente tanto che non riuscivo a tenere sotto controllo le emozioni e i pensieri e ho cominciato a chiedermi se sarebbe successo davvero, se sarei davvero salito su quel palco con l'orchestra che avrebbe suonato per me, la gente che avrebbe potuto finalmente ascoltare la mia musica... finalmente! La cosa a cui tengo di più è avere l'opportunità di essere ascoltato; posso anche non piacere, ovvio che ci rimango male perché ci tengo, ma quanto è brutto non avere nemmeno l'opportunità di essere ascoltati? Mentre così sarò ascoltato, esce un disco, e io sono immensamente grato di questo!

 
NG. Si percepisce davvero un forte e genuino entusiasmo. Si capisce che ci hai creduto tanto e che lo stai sognando da tanto.
MF. Meno male che non ho mai abbandonato, perché tante volte ho detto: la musica è una cosa che scelgo, che amo e che devo fare comunque, non è arrivato il dottore a dirmi che devo per forza puntare a Sanremo, potevo cantare anche nei fine settimana a Brescia, e invece menomale che ci ho provato ancora!

 
NG. Hai accennato al tuo album. Uscirà a febbraio, vero?
MF. Si, proprio durante la settimana di Sanremo!

 
NG. Tempistica perfetta, quale migliore pubblicità!? Come nascono le tracce che comporranno questo tuo primo lavoro?
MF. Questi brani sono il frutto degli ultimi 5-6 anni di scrittura, ce ne sono sia di recenti sia di meno recenti. Alcune tracce sono del 2019, altre più vecchie ma sono state rivisitate e riarrangiate nella musica e nei testi anche in funzione dell'esperienza acquisita, però sono proprio io, e la cosa bella che penso spesso è che molte persone hanno l'agenda dei ricordi, o l'album delle foto, mentre io ho l'agenda delle mie canzoni, che rimangono li a ricordarmi com'ero e come sono cambiato.

 
NG. Questa è una cosa molto bella e ti dico, ed è la prima volta che un artista mi da questa interpretazione delle proprie canzoni.
MF. Ti ringrazio!

 
NG. Tornando al Festival, io non oso neanche immaginare cosa sia aspettare di uscire sul palco dell'Ariston, che terrorizza sia big che nuove proposte indistintamente. Quali sono la tua più grossa paura e la tua più grossa speranza di questa grande esperienza che ti stai accingendo a vivere?
MF. La mia più grande paura è quella di non riuscire a comunicare quello che ho dentro, di star lì a pensare alle note, a non fare smorfie, e non concentrarmi su quello che sto dicendo. Invece la mia più grande speranza è quella di riuscire a comunicare il contenuto, tutto qui.

 
NG. Mi sembra sia abbastanza chiaro che per te l'espressione di te stesso sia la parte fondamentale di quello che fai.
MF. Si più che me stesso i contenuti nei quali io credo. Nei brani del disco ci sono tante cose che penso relative alla morte, alla vita, al bullismo, che io esprimo in questo modo, nella forma in cui riesco ad arrivare meglio: la musica. Io credo tanto più al contenuto che al contenitore.

 
NG. Nel tuo curriculum ho visto anche che tu hai avuto un'esperienza nel coro delle voci bianche della Scala. Immagino che la paura di essere troppo freddo e impostato sul palco dell'Ariston derivi da li.
MF. Si... bravissimo è stata un'associazione molto intelligente, infatti in altre interviste non l'ho mai detto. Mi sono allontanato da quel mondo proprio per questo motivo. Si c'è l'emozione, c'è tutto, ma tutto doveva essere impostato, rigoroso, perfetto. La lirica è bellissima, ci sono delle cose bellissime, ma non potevo mai dire quello che volevo io, dovevo sempre dire quello che volevano gli altri, come volevano gli altri. È stata una bella esperienza, sono grato di averla fatta, ma non era la mia strada.

 
NG. Dopo Sanremo c'è anche l'intenzione di pensare ad un tour? Hai uno staff che ti supporterebbe in questo?
MF. Mi piacerebbe un sacco ma tutto dipende da come andrà a Sanremo, però la cosa bella e che dopo diverse esperienze brutte di truffe e di cause con altre etichette, ora mi sembra di aver trovato una sorta di famiglia “musicale” che crede in me. Io sono comunque un emergente sconosciuto che non è passato dai talent, quindi non ambivo di certo a fare già un album di 11 brani e un video super bello per il pezzo che porterò al Festival.

 
NG. Come immagini un tuo live?
MF. Oddio...un mio live! Mi immagino mentre sicuramente! (ride) No dai, super emozionato, ringrazierò mille volte fino a farmi dire basta, inizierò a cantare e sarà un nastro davvero tatuato sul cuore, sarà così sicuramente.

 
NG. Pensando al momento che stai vivendo, come definiresti quello che la musica rappresenta nella tua vita in tre parole?
MF. E' una necessità!

 
NG. Quali sono i tre album che porteresti sull'isola deserta, quelli che devono esserci per forza nella tua collezione e che ti hanno influenzato di più?
MF. Oddio tre album,... perché ci sono più che altro brani... se devo scegliere album ti direi il primo di Arisa, Tiziano Ferro tutta la vita, e poi uno di Bennato. Ma come posso sceglierne solo tre? Ci sono Dalla, Battisti, Giorgia, Mengoni, Elisa...

 
NG. Avrai un gesto scaramantico prima di salire su palco o non sei un tipo superstizioso?
MF. Ti dico solo che il mio singolo è uscito di venerdi 17, quindi decisamente non sono un tipo supertizioso, però sono romantico, mettiamola così, e alzo sempre il braccio verso l'alto. È un gesto che faccio per stare vicino ad una persona che non c'è più. Dedicherò a lei la mia esibizione all'Ariston.

Intervista a cura di Luigi Rizzo.
 
 
 
 
 
 
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