Nightguide intervista Marcel Veenendaal, voce dei DI-RECT, band olandese in arrivo in italia a dicembre

Nightguide intervista Marcel Veenendaal, voce dei DI-RECT, band olandese in arrivo in italia a dicembre

INRI esce dai confini italiani, per abbracciare la musica internazionale con i DI-RECT: arrivano in Italia al culmine di un percorso che ha conquistato l'Olanda, incluso il pubblico del celebre Pinkpop Festival, ottenendo oltre 20 milioni di stream.
Una libertà alt-pop in technicolor, sotto la costante prospettiva del "why not?" che permea anche il nuovo singolo "NOTHING TO LOSE" e il successivo EP omonimo, uscito il 1° novembre. La band inoltre arriverà in Italia per un'unica e imperdibile data, in collaborazione con Vivo Concerti, che si terrà il 1° dicembre al Serraglio di Milano.
I DI-RECT sono una collezione di individui variopinti all'altezza delle loro potenze creative, capace di arrivare a un successo senza precedenti e portano con loro un mix dinamico, vivace e infiammabile di sperimentalismo, tra chitarre magnetiche e un frontman capace di rimandare per stile e carisma ai grandi personaggi dei 60s.
La loro musica è un caleidoscopio ipnotico di indie rock e alt pop, da cui è impossibile uscirne fermi e su cui hanno lavorato alcuni dei nomi più illustri della musica europea: il precedente singolo "Devil Don't Care" è stato prodotto infatti da Niels Zuiderhoek e mixato da Cenzo Townshend, che ha collaborato con gli Editors e Florence + The Machine, colossi dell'indie pop.
Il messaggio dei DI-RECT è chiaro: avere il coraggio di arrendersi alla visione di qualcun altro può portare a un arricchimento. Live or Die: se l'unica direzione rimasta è quella di andare avanti, allora tanto vale abbracciarsi tutti insieme.


DI-RECT - NOTHING TO LOSE


Nightguide. Normalmente questa domanda la faccio alle band emergenti, e mi sento davvero in imbarazzo a farla a te, Marcel, che hai una lunghissima carriera alle spalle. La tua band, i DI-RECT, è conosciutissima in Olanda, da dove, venite, e in tutto il nord Europa, ma qui da noi siete una novità. Cosa potresti raccontare di voi ai nostri lettori per farvi conoscere meglio?
Marcel Veenendaal. È vero, Luigi, hai ragione. In Olanda siamo molto famosi e siamo in giro da più di vent'anni. In Olanda i nostri concerti vanno dalle 10000 persone in su. I nostri tour vanno sempre sold out e tutto non potrebbe andare meglio. Ma non abbiamo mai attraversato il confine. Questa per noi è la prima volta in vent'anni che lo facciamo e ad un certo punto ci siamo guardati e ci siamo detti “facciamolo! Mettiamoci in pista, prendiamo un van, partiamo e divertiamoci!”. E la sola idea ci ha fatto sentire così vivi ed elettrizzati.
Dopo tanti anni di routine, questo tour europeo ci ha dato una carica pazzesca; tornare ad esibirsi in piccoli locali, di fronte a 100-200 persone che sanno poco o niente del nostro repertorio è stata una ventata di novità di cui avevamo bisogno. Abbiamo voluto intraprendere questo viaggio che ci sta consentendo di riscoprire il nostro amore per la musica, ma soprattutto ci sta consentendo di farlo a prescindere dai big show e dalle folle immense.
E ti dirò che per rendere questo viaggio ancora più lungo abbiamo deciso di rinunciare ai confort dei tour bus con i quali di solito ci muoviamo in Olanda, abbiamo affittato un piccolo van, abbiamo lasciato tutta la nostra crew e abbiamo deciso di muoverci con lo stretto necessario per ritornare alle origini e all'essenza di quello che significa esibirsi con una band.
Inoltre questo tour è stato fatto senza il supporto di grossi promoter in molti dei Paesi che visiteremo, perché siccome spesso ci siamo scontrati contro la scarsa voglia di investire nello show di una band sconosciuta all'estero, abbiamo deciso di mettere personalmente i soldi per pagare le spese e investire su noi stessi e la nostra musica, visitare posti nuovi e incontrare nuova gente. Questo è quanto!

NG. Detta cosi sembra che tu mi stia raccontando una cosa molto semplice e comune a molte band esordienti composte da teenagers pronti a mordere la vita, ma non oso immaginare cosa possa aver significare per una band veterana all'apice del suo successo nazionale un tale livello di rischio. Non è assolutamente comune una decisione del genere, soprattutto perché è nella natura umana preferire essere un piccolo re di un piccolo regno piuttosto che tornare a mischiarsi tra i tanti per rimettersi in gioco su un territorio più vasto. Quindi mi sento di farvi i miei più sentiti complimenti!
MV. Sono perfettamente d'accordo con e capisco cosa intendi e ti ringrazio davvero tanto. Avevamo già tentato un'altra volta di fare questa cosa nel 2014. Avevamo provato ad aprire i nostri orizzonti più cautamente nella vicina Germania, dove eravamo stati accolti molto bene e avevamo avuto una proposta da una piccola etichetta indipendente che ci aveva fissato un tour e avevamo pronta l'uscita di un album. Poi questa etichetta è fallita e tutto è finito in un nulla di fatto. Questo per noi, da un punto di vista, era come fare un passo indietro, ma poi ci ha consentito di rivedere le cose come quando hai una band da ragazzino e sogni in grande, sogni il successo e la fama. E quindi siamo arrivati alla decisione di fare quello che stiamo facendo ora prima che fosse troppo tardi. È riesplosa dentro di noi la nostra creatività, la voglia di far conoscere quello che facciamo e come lo facciamo a nuova gente. Perché alla fine questo è quello che conta per un artista, aldilà del numero di persone che hai davanti o di tutto il resto.

NG. È davvero bellissimo il messaggio che stai passando. E ci tengo che i nostri lettori sappiano che voi siete una band che alla scorsa edizione del Pinkpop Festival (uno dei più importanti in Olanda) vi siete esibiti letteralmente di fronte ad una marea di gente che era li osannante per voi.
MV. Oh si! Quel tipo di show sono innegabilmente qualcosa di inimmaginabile. Sai, dal palco vedi letteralmente un'onda sulla superficie della gente quando inciti il pubblico a saltare e fare casino perché la folla è talmente lunga che la tua voce arriva in progressione con un certo ritardo fino in fondo e lo spettacolo che ne viene fuori e che ti godi dal palco è bellissimo; però, d'altro canto, in quelle situazioni, la prima fila si trova ad oltre 10 metri da te e durante l'esibizione a stento ne distingui i volti, quindi tornare nei piccoli club e trovarsi la gente quasi attaccata a te e così vicina che, se ti muovi troppo, rischi di colpirla o di bagnarla con il tuo sudore è stato letteralmente uno shock.

NG. C'è da dire anche che in queste location più intime e con la gente così vicina c'è anche la prova diretta del sostenere lo sguardo dei fan e la possibilità di vedere sul volto del pubblico se realmente stanno gradendo o meno.
MV. Esattamente! Il contatto diretto ha sempre un impatto maggiore sulla tua emotività! E ti dirò un'altra cosa che per noi sta arrivando come una completa novità. L'Olanda è un Paese davvero piccolo e quindi durante i nostri tour, anche se lunghi, avevamo sempre la possibilità di tornare a casa dalle nostre famiglie, quindi adesso ci stiamo accorgendo anche di cosa significhi andare in giro, vivere lontano dai tuoi affetti e dalla tua casa, ed esibirsi sempre in un posto diverso, dormire ogni giorno in una città diversa. Nonostante la lunga carriera ci stavamo perdendo tutte queste emozioni e queste esperienze bellissime. Ci sono artisti che lo fanno per tutta la vita e noi non ne avevamo nemmeno una vaga idea.
Questo ci sta dando una prospettiva diversa anche su ciò che amiamo, ciò che ci manca la sera quando andiamo a letto e ciò che realmente è importante per noi. Questa esperienza sta cambiando davvero tanto il nostro modo di vedere le cose.

NG. Insomma è stata davvero come una piccola scossa di terremoto per le vostre vite.
MV. Si assolutamente!

NG. Tra l'altro c'è da dire che, ora che sto parlando con te e mi stai facendo capire l'importanza di questa nuova esperienza, la tua voce è quella calma e posata di un artista esperto, ma sul palco - ho visto i video - tu ti esibisci come un animale impazzito e dai un sacco di energia alle tue performance.
MV. Esibirmi su un palco è la mia vita ma anche il mio lavoro e lo devo fare al meglio. Pensa alla gente comune che lavora tutti i giorni dalle 9 alle 17 e per tutte quelle ore deve dare  il meglio di sé tutti i giorni. Ecco io devo mettere tutta quell'energia in poco più di un'ora di show e sarei un coglione a non farlo e dare tutto il mio cuore in quello che faccio. Non sarei onesto con i miei fan e non darei onore a quello che amo. Io voglio che le mie esibizioni creino una connessione con la gente; voglio che loro sentano noi ma anche il contrario. Sul palco non ci deve essere spazio per i tuoi pensieri, per le tue preoccupazioni. Devi dare il 100%, devi salire spoglio da tutto ciò che ti porti addosso prima di esibirti e stare li di fronte alla gente come se fossi nudo con addosso solo le tue emozioni reali per creare questa bolla all'interno della quale sono invitati tutti ad entrare per staccarsi dal mondo e da tutto il resto e goderti quel momento dove l'unica cosa che conta è la musica. In fondo sto facendo quello che amo e lo devo fare al meglio.

NG. Personalmente, da quello che ho potuto vedere, penso che lo facciate benissimo e credo che ci abbiate messo anche fin troppo a prendere la decisione di oltrepassare i confini dell'Olanda. Era ora che vi facevate conoscere anche qui in Italia.
MV. Oh grazie, Luigi! Sai, io non sono il cantante della band sin dall'inizio. Sono arrivato dopo quando erano già una band di successo. Con la vecchia formazione i DI-RECT sono nati nel 1999 e già con l'altro cantante erano famosi in tutto lo Stato, erano su tutte le riviste, erano osannati da un sacco di fan e avevano tra i 16 e i 17 anni. Quando ti ritrovi tutti quei soldi e quel successo nel momento in cui stai cominciando a costruire la tua vita, pensi a comprare la macchina, una casa e tutte quelle cose li. Quando poi ci sarebbe stata l'opportunità di spaziare all'estero ti fai prendere dalla paura di perdere tutto quello che hai costruito nel tuo paese e quella sicurezza economica che hai guadagnato. Ti senti sicuro e protetto e questa sensazione è impagabile. E il tempo passa.
Adesso che siamo più grandi, siamo più sicuri di noi stessi e delle nostre famiglie, ci siamo riappropriati di una consapevolezza diversa che ci ha restituito il coraggio necessario a compiere questo passo.

NG. È sempre molto difficile uscire dalla propria confort zone e a volte se si perde quell'attimo di incoscienza dato dall'adolescenza dopo diventa tutto più difficile.
MV. Considera che è la prima volta volta che sto lontano così tanto dai miei figli. Non l'ho mai fatto prima e siamo così eccitati da tutto questo. È tutto nuovo per noi e, se si escludono alcune esperienze in Germania, anche quella che sto avendo con te è la prima intervista con una stampa estera.

NG. Wow! Questo è un grosso onore per me allora! (ridiamo)
Voi in Italia verrete il dicembre al Serraglio di Milano e sarà emozionante poter risuonare anche il vostro repertorio più vecchio per un pubblico nuovo che vi deve scoprire.

MV. Si! Quella è la parte più emozionante che consentirà anche a noi di approcciare i nostri pezzi più vecchi e suonati in maniera più fresca ed emozionata.

NG. Inoltre siete anche usciti con questo nuovo EP, Nothing To Lose, composto da sole quattro canzoni e che spero sia l'anticipazione di un nuovo album.
MV. Si queste quattro canzoni saranno presenti anche nel nostro prossimo album che uscirà l'anno prossimo.

NG. Anche i video che sono già usciti per “Devil don't care” e “Be Strong” sono molto intensi. Sono una vostra idea o vi affidate ad una direzione artistica esterna?
MV. A noi piace tenerci stretti i nostri amici e la gente con cui collaboriamo, quindi il team degli ultimi 6 video è sempre stato lo stesso. Dopo il video di “Devil don't care” abbiamo pensato che avevamo finito con i video in cui usavamo come soggetto le nostre performance. Volevamo trovare dei topics che ci rappresentassero di più e che dessero più spessore alla nostra musica, senza essere necessariamente presenti noi con i nostri strumenti. Quindi quando mi hanno proposto di essere di nuovo nel video di “Nothing To Lose” ho detto “ok, ma stavolta si fa a modo mio”. Mi sono confrontato con il nostro team di creativi ed è uscito questo concept più naif e più suggestivo. Ho personalmente scelto l'attore che interpreta il lottatore, un omone di oltre 2 metri che ora sta recitando nella serie della Marvel che uscirà prossimamente, The Black Widow, e sinceramente pensavo avrebbe detto di no. Ho voluto scegliere il corpo di ballo che viene da una trasmissione molto popolare in Olanda andata in onda qualche anno fa. E ci tenevo molto perché personalmente adoro ballare, e ballo molto quando mi esibisco live. Mi sono detto se lo dobbiamo fare cerchiamo di renderlo quanto epico possibile,e ogni idea che mi veniva in mente, mi domandavo semplicemente “perché no?” e poi la realizzavamo.

DI-RECT - DEVIL DON'T CARE


NG. Il risultato è decisamente unico e completamente fuori di testa. E soprattutto è in netto contrasto con quello realizzato prima, “Be Strong”, che invece si basa su una serie di inquadrature ricche di riferimenti, simbolismi e una direzione della fotografia magistrale che rende tutto molto serio e visionario.

MV. Oh grazie! Non sai quanto mi fa piacere sentire quello che stai dicendo. Il video di “Nothing to Lose” per quanto risulti complesso ci ha preso solo 5 giorni per essere girato, mentre, al contrario, quello di “Be Strong”, per quanto risulti molto semplice ha voluto ben 21 giorni di riprese per raggiungere quella cura e quella ricerca di perfezione in ogni inquadratura. Quindi sentire che qualcuno l'ha notato mi rende molto contento e orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto. Ogni inquadratura è estremamente legato alle frasi che vengono pronunciate.
Tutti questi 3 video usciti per questo EP sono stati fatti con il preciso scopo di far uscire i diversi aspetti della nostra band. E sono frutto di un lavoro molto duro e attento. Grazie per le parole che hai speso per noi.

NG. È semplicemente la verità. E va fatto presente quando qualcuno si impegna così tanto per fare arte in ogni aspetto della sua produzione.
Ora è giunto il momento per le due domande che faccio ad ogni artista per chiudere le mie interviste. Pensando al tuo presente, così rappresenta per te la Musica in questo momento?

MV. Passione. Desiderio. Libertà.

NG. E invece pensando al tuo percorso, quali sono i 3 album che ti hanno influenzato di più e che mai potrebbero mancare nella tua collezione?
MV. The Edge by David Axelrod; In A Silent Way by Miles Davis; Just A Pole by Sweet Smoke.

Intervista a cura di Luigi Rizzo.

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