Intervista a Demetrio Verbaro, autore del romanzo L’illusione della Fenice

Intervista a Demetrio Verbaro, autore del romanzo L’illusione della Fenice

Demetrio Verbaro ha pubblicato per Lettere Animate Editore il mystery Il carico della formica (2013), i romance L'attimo eterno (2014) e Ora, per sempre e oltre (2016) e lo sci-fi La farfalla con le ali di cristallo (2015). Per la casa editrice PubMe pubblica il fantasy storico Dorian e la leggenda di Atlantide (2017) e L'illusione della Fenice (2018).
 
 
Titolo: L'illusione della Fenice
Autore: Demetrio Verbaro
Genere: Narrativa Contemporanea/Sci-fi
Casa Editrice: PubMe
Collana: Policromia
Pagine: 258
Codice ISBN: 9788833661759
 
 
«Il tuo ultimo romanzo, L'illusione della Fenice, è un'opera molto particolare, sicuramente imprevedibile e visionaria, in cui vengono narrate tre storie ambientate in diverse epoche e luoghi ma fortemente legate da un tema comune, che viene compreso nella sua interezza e profondità solo a fine lettura. Di cosa parla più nel dettaglio il tuo romanzo?».
E' un romanzo corale con protagonista la voglia di rinascere propria dell'essere umano, ritentare dopo aver fallito, provarci ancora e ancora. Sperare. E' proprio questo il filo conduttore del mio romanzo: la speranza.
 
«L'illusione della Fenice è pubblicato dalla casa editrice PubMe, una realtà giovane e innovativa che si articola in collane autogestite da editor professionisti. La tua opera fa parte della collana Policromia, in cui rientrano romanzi non ascrivibili a un genere definito, e il cui focus principale è l'umanità declinata in tutte le sue espressioni. Ci racconti della tua esperienza con questa casa editrice e con l'editor della collana Policromia Emanuela Navone?».
L'esperienza è sicuramente positiva, tra le realtà giovani è sicuramente una delle migliori. L'editor Emanuela Navone lavora con professionalità e cura dei dettagli. Sono davvero molto contento di collaborare con loro.
 
«Prima de L'illusione della Fenice hai pubblicato cinque romanzi e hai frequentato diversi generi, dallo sci-fi al romance al mistery. In quale genere letterario ti senti più a tuo agio, e quale tra le tue opere ha rappresentato un importante momento di svolta nella tua carriera letteraria?».
Mi piace sperimentare e devo dire che finora mi sono sentito a mio agio con tutti i generi che ho frequentato. Vorrei provare l'horror e l'erotico, vedremo se in futuro ce ne sarà la possibilità. La mia carriera letteraria si è stabilizzata su una nicchia fedele di lettori che trovano nei miei romanzi svago, riflessione e molte altre emozioni. Mentre partecipavo a caduta libera il quiz di canale 5 presentato da Gerry Scotti, in cui sono stato campione per molte puntate, i miei libri hanno venduto come non mai. Li' ho capito che la pubblicità è tutto per avere successo, a prescindere da quello che scrivi, quindi io mi accontento della mia nicchia di fedeli che mi ammirano per quello che sono e dico e trasmetto come scrittore.
 
«Nel romanzo L'illusione della Fenice colpisce la profonda e attenta caratterizzazione dei personaggi, e in particolare la sensibilità con cui hai delineato quelli femminili. Non si può non rimanere impressionati dal coraggio di Sara o dall'intensità di Amy, e soprattutto dall'ambiguità di Mary, cuore pulsante dell'opera, per quanto appaia solo in poche scene chiave. Qual è il personaggio che ha richiesto maggiore attenzione in sede di caratterizzazione? E qual è quello a cui ti senti più legato, o in cui hai riversato una parte importante di te?».
La prima cosa che si nota in tutti i miei romanzi è una scrittura molto sensibile quasi femminile perché curo molto la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto delle donne. Vengo da una famiglia matriarcale e l'ammirazione per mia madre mi ha fatto sempre vedere le donne come eroine.
 
«Dalla quarta di copertina de L'illusione della Fenice: “Ma cosa possono avere in comune Sara, una contadina sedicenne rimasta suo malgrado incinta, che vive nel periodo del dopoguerra a Mosorrofa, un piccolo paese della Calabria aggrappato all'Aspromonte, con Amy, un'attrice che lavora nel mondo del porno nella Los Angeles degli anni novanta, con Sadie, una neolaureata con il massimo dei voti alla facoltà di ingegneria del Politecnico di Zurigo nel 2034?”. Un altro punto di forza del tuo romanzo è la varietà e l'accurata descrizione degli ambienti e delle diverse epoche storiche in cui è collocata la vicenda, funzionali ad arricchire il tono della narrazione e la caratterizzazione dei personaggi. Perché la tua scelta è ricaduta proprio su questi particolari luoghi e momenti temporali?».
Mosorrofa è il paese dove sono nato e ricorre spesso nei miei romanzi, così come gli Stati Uniti, paese che ho cominciato ad amare leggendo i grandi autori americani. La Svizzera invece è stata una scelta razionale poiché mi serviva un luogo tecnologicamente avanzato come il Cern di Ginevra. Le epoche sono state scelte poiché nell'ultimo secolo c'è stata un'accelerazione costante dello sviluppo della scienza che non avrei potuto trovare in nessun altro momento storico.
 
«Nel romanzo L'illusione della Fenice citi un passaggio della poesia Ulisse di Alfred Tennyson. Quali opere o autori hanno ispirato la scrittura del tuo romanzo, e in generale la tua carriera letteraria?».
Tutto è cominciato con Chiedi alla polvere di John Fante. Poi sono passato a Bukowski e King.
 
«Stai lavorando a una nuova opera? Vuoi darci qualche dettaglio?».
Ho appena iniziato, ancora fluttua nella mia mente, confusa e oscura, ma già non vedo l'ora che prenda vita su carta.
 
 
Contatti
https://www.facebook.com/Demetrio-verbaro-207147146120868/?fref=ts
https://www.instagram.com/demetrio.verbaro/?hl=it
https://www.amazon.it/Lillusione-della-fenice-Demetrio-Verbaro/dp/8833661776/ref=sr_1_10?ie=UTF8&qid=1542639419&sr=8-10&keywords=demetrio+verbaro
 
 
 
 
 

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