Nightguide intervista gli Zebrahead

Nightguide intervista gli Zebrahead


Mezza dozzina di dischi sotto la cintura e più di dieci anni di attività: gli Zebrahead sono una delle poche band che continua ad accrescere la propria fanbase senza perdere lo zoccolo duro di vecchia data. Il loro nuovo disco, Brain Invaders, è uscito l'otto marzo ed è uno specchio perfetto della società di oggi. Ne abbiamo parlato con loro.





Brain invaders è un titolo molto forte, suona come se stiate resistendo a qualcosa o qualcuno che cerca di ficcarvi idee e opinioni in testa: è corretto?
E' una metafora del modo in cui i social media e le news danno forma alle opinioni della gente, spesso istigando le persone a spingere per un solo lato delle vicende senza nemmeno provare ad ascoltare l'altro. Questo causa ancora più divisioni fra le persone e non lascia che nasca un dialogo sensato che potrebbe aiutare a raggiungere una migliore comprensione sul perché l'opinione di qualcuno è diversa dalla tua


Questo disco è bello forte, sia musicalmente che dal punto di vista dei testi: sembra che le canzoni siano la reazione qualcosa, sembrate davvero arrabbiati...lo siete?
Ultimamente sembra che le divisioni fra le persone siano così profonde che nessuno è disposto a fare un passo indietro e comunicare con gli altri per trovare una soluzione. Molte canzoni sono state ispirate da questo tipo di mentalità e dalla rabbia che gli individui provano gli uni verso gli altri. Credo sia per questo che le canzoni suonano così arrabbiate in questo album: è un riflesso di quello che abbiamo provato negli ultimi tre anni.


Suonerete in giro per l'Europa e l'Australia, e c'è un concerto gratuito negli USA: vi sentite pronti? E vi vedremo mai in Italia?
Suoneremo all'House of blues in California alla fine di questo mese, poi partiremo per l'Australia alla fine di Aprile per proseguire con un sacco di festival quest'estate inclusi il Southside, Hurricane, Open Flair, Download Uk, Taubertal, Die Festung e Summer Sonic in Giappone. Dopo tutto questo inizieremo il tour per Brain invaders, che si dovrebbe protrarre per la maggior parte del 2021. Sono sicuro che riusciremo ad arrivare presto anche in Italia e in Svizzera!


Perchè avete scelto We're not alright come singolo, e come sono andate le riprese per il video?
Sentivamo che We're Not alright era molto rappresentativa del messaggio principale dell'album. Il video è stato girto in Germania da Daniel Lindner e Thomas Barg. Credo che il video sia uscito davvero bene e che enfatizzi in modo molto creativo il concept dietro la canzone e l'artwork dell'album.


Parlando dei video: All my friends are nobody è molto bello. Ci dite qualcosa in più sul pezzo e sul video?
Anche questo è stato girato dai nostri amici Daniel e Tom, è simbolico di quanto siamo dipendenti da cose come Instagram e Facebook, e quanto questa roba ti faccia sentire in gabbia. Il video descrive quanto sia difficile essere felice quando sei costantemente costretto a comparare te stesso con la versione migliore delle persone che si fingono migliori di quanto in realtà non siano sui social media.


Domanda generale e ampia. Il vostro disco è uscito da poco: come vi sentite, e quale è stata la reazione delle persone alla nuova musica? Avete scelto voi di farlo uscire per la Festa della Donna o è stato un caso?
Siamo molto felici del disco e abbiamo avuto feedback molto positivi dai nostri fans. Pare che la gente si connetta con le canzoni e non vediamo l'ora di suonarle dal vivo. Credo sia stata una felice coincidenza che sia uscito per la Festa della donna, ma siamo felici che sia successo!


Adesso la domanda che tutti odiano: ci puoi dire i tuoi tre dischi preferiti in assoluto?
Al momento direi: No one ever dies dei N.E.R.D., Strenght in Numb333rs dei Fever 333 e Crown of Nothing dei Direct Hit.


Hai qualcosa da chiedere ai ragazzi che stanno creando una band adesso?
Come si chiama la vostra band?


Stavo pensando...perchè le zebre? Perchè non i lemming, i gatti o qualcos'altro? Vi piacciono le strisce?
Io adoro le strisce!

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