Aria Su Marte - Adesso sempre

Aria Su Marte - Adesso sempre

Pubblicato il 16 ottobre per Beta Produzioni, “Adesso sempre”  rappresenta il primo lavoro in studio degli Aria su Marte, band nata a Padova nel 2012. Composti da Andrea Zuanon (Voce e chitarra), Francesco Gambarotto (Batteria e voce), Alberto Zuanon (Basso) e Guglielmo Camporese (Key & Synths), il loro momento di svolta avviene nel 2014, quando con Giuliano Dottori lavorano alla realizzazione dell'ep di debutto "Oltre il Buio". Questo disco li porta sul palco con colleghi come Thegiornalisti, Appino, Nadàr Solo, Selton, Ex-Otago e Canova oltre ad essere selezionati per suonare presso l'HOME Festival di Treviso.
Il loro sound concilia elementi tipici del pop e momenti di sperimentazione in territori più vicini all'elettronica.



Adesso sempre”  è stato anticipato dal singolo 'Come Prima', uscito lo scorso giugno in anteprima su Rockit.it e da La Bellezza. Alla produzione artistica dell'album ha lavorato Pietro Paletti, riuscendo a trasmettere la sintesi di un lavoro di sperimentazione che unisce più suggestioni sonore, apparentemente in antitesi tra loro. Il risultato restituisce una pasta musicale originale ma calibrata.
Gli Aria su Marte realizzano così un concept sonoro composto da 8 tracce dotate di un sound avvincente, in cui l'elettronica è la matrice da cui partono le altre influenze musicali della band, dal synth pop fino a toccare la techno ed alcune delle sonorità anni 80. Un mix di influenze musicali che gli Aria su Marte riescono a distillare in una musicalità liquida che penetra dalle orecchie alle tempie, coinvolgendo l'ascoltatore in un percorso sonoro mai banale e fortemente innovativo.

Come una pellicola sonora, il disco guarda al mondo con disillusione e durezza, mettendo a nudo le paure e le fragilità che spesso prendono il sopravvento. Gli amori naufragati, l'ansia e i dolori, possono però essere superati lasciandosi andare, esternando le proprie difficoltà, osservando le cose dall'angolazione che meglio permette di vedere il lato positivo.



Si prende il via con 'Simile', una collezione di immagini su drum-machine ed arpeggi di chitarra ispirati alle sonorità dei Radiohead ma con matrice pop; 'La Bellezza'  è romantico e molto pop. La Bellezza di cui si parla nella canzone non si limita a quella di una figura femminile, ma è estesa a tutto ciò che ci fa stare bene: dei vecchi ricordi, un bicchiere di troppo, degli sguardi, la strada del ritorno verso casa a notte fonda.
Il clima malinconico e sognante della canzone poggia su un tappeto di synth anni ottanta e un beat quasi hip hop.
Attorno a 'Satellite' si è costruito l'intero concept del disco, mettendo al centro le paure che ci attanagliano ogni giorno della nostra vita e che spesso ci mettono con le spalle al muro tanto che l'unica cosa  che vorremmo fare è fuggire, lontano. Gli addii si raccontano in 'Come Prima', su synth e riverberi lunghi.
'Aria' è il quinto brano che incontriamo, finalmente elettronico, intriso di sperimentazione e synth. Il tutto realizzando un manifesto su Padova, una città che talvolta sembra star stretta alla band, tanto da far mancare l'aria.
Una figura ingombrante si trova nella traccia successiva: è 'Elefante' dedicata ad ansia e panico mentre 'Per non vederti' tratta il (non) amore appoggiando le strofe poggia su loop di chitarra ed un beat quasi trip-hop, e sfociando invece in un ritornello synth pop potente.
A chiudere il disco è 'Precipitare', canzone nata dalla consapevolezza di dover imparare ad abbracciare anche le parti scomode di noi stessi, le insicurezze e tutto ciò che ci fa paura. È la presa di coscienza che il dolore e le sofferenze non vanno nascoste e tenute lontano da noi, ma anzi vanno accolte tanto quanto ciò che ci fa stare bene. È l'unico pezzo acustico del disco praticamente privo di tastiere, per chiudere il cerchio del concept.

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