Lo spazio torbido di Simone Cozzi: ossessioni per occasioni perse e fughe di identità in un romanzo poliziesco ambientato ai tem

Lo spazio torbido di Simone Cozzi: ossessioni per occasioni perse e fughe di identità in un romanzo poliziesco ambientato ai tem

Titolo: Lo spazio torbido
Autore: Simone Cozzi
Genere: Romanzo poliziesco
Casa Editrice: Panda Edizioni
Pagine: 124
Codice ISBN: 9788893781251
 
 
Simone Cozzi presenta un romanzo giallo ambientato nei cupi anni del fascismo, che narra le indagini per un misterioso omicidio affidate al Delegato di polizia Vittorio Ripamonti. Il protagonista è un uomo tormentato e disincantato, costretto a vivere in un momento storico caratterizzato dalla manipolazione delle coscienze e dalla soppressione del senso critico della popolazione italiana. Ripamonti soffre molto questa condizione di censura che sta imponendo un appiattimento del pensiero e un odio verso il diverso, e l'appartenere a un corpo di polizia sottomesso al Regime crea in lui smarrimento e solitudine. Quando viene richiamato a Milano per condurre le indagini sull'omicidio dell'indecifrabile e trasformista Giorgio Schmitz, a malincuore lascia il suo paesino in cui si è ritirato anni prima, stanco delle persone e della loro falsità, e si immerge nel lavoro che un tempo amava. La narrazione si dipana tra appassionanti e intricate indagini e piste fuorvianti, ma oltre alla godibile trama poliziesca ciò che più attrae il lettore è l'intelligente caratterizzazione del protagonista, un uomo dalle mille sfaccettature, sempre in lotta con sé stesso e con la realtà sociale e politica che è costretto a subire. Egli prova una complicata attrazione e insieme una profonda repulsione per il lato oscuro degli esseri umani, e la sua ossessione per la ricerca delle motivazioni che hanno spinto l'omicida a un gesto tanto violento e insensato permea la narrazione di riflessioni sulla inafferrabile e controversa natura umana. Il periodo storico che fa da sfondo alla narrazione, il 1933, gli anni del fascismo e dell'ascesa al potere di Hitler, non fa che acutizzare il senso di malessere di Ripamonti, già deluso dagli esseri umani e ora costretto a confrontarsi con l'ignoranza e con una condizione esistenziale di cui egli dice: “anche quella era umanità, un'umanità che a sua volta si faceva gabbia”. Ed è così che la riflessione sullo spazio torbido presente nelle anime dell'omicida, dei seguaci del Regime e degli uomini meschini e violenti che lo circondano, diventa per Vittorio Ripamonti un'occasione per scrutare il suo lato oscuro, per cercare di comprendere il perché del suo auto sabotaggio di una vita che sta andando alla deriva. Tante sono le domande, tanti i momenti di tragica e poetica analisi della coscienza umana, in un romanzo che ha diversi livelli di lettura e che spinge al pensiero critico, quello stesso pensiero che in un doloroso e vicino passato si è tentato di annientare.

Contatti
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