Emanuele Belloni - Tutto Sbagliato

Emanuele Belloni - Tutto Sbagliato

Emanuele Belloni ha pubblicato lo scorso venerdì 23 novembre un nuovo disco, dal titolo ''Tutto Sbagliato'', uscito per Squilibri Editore.
Questo lavoro giunge agli ascoltatori 5 anni dopo il precedente lavoro, che riuscì ad entrare nella cinquina delle Targhe Tenco come opera prima. ''Tutto sbagliato'' vanta la produzione artistica di Riccardo Tesi e rivolge un'attenzione particolare al mondo della detenzione, raccontando con la musica un viaggio interiore. Un viaggio che, appunto, la musica ha guidato dentro il carcere romano di Rebibbia e che ha visto la collaborazione di un gruppo di detenuti nella scrittura di uno dei brani, “Solo cose più buone”, che ha anticipato l'uscita del disco.
La chitarra, il sound che ne deriva e l'armonia che caratterizzano questo lavoro sottolineano il ruolo di Belloni come uno dei più interessanti cantautori della scena romana.
L'autore regala al suo disco un'anima per cui che ci fa pensare al carcere come quell'ambiente dove il corridoio percorso dal portantino è un viaggio verso il percorso rieducativo che ciascun carcere deve garantire ai suoi detenuti. La detenzione non è la colpa, neppure la pena ma una fase di riflessione che ciascun carcerato affronta come un romantico eroe. La libertà è la presa di coscienza che passa attraverso ciascuno: per il detenuto è commisurata all'entità della colpa e per la società acquisisce il senso di responsabilità che la definisce società civile.  
La produzione artistica, che ha la firma dell'organettista Riccardo Tesi (Bella Ciao, Banda Italiana) ha creato un tessuto musicale in linea con il folk, con il racconto e con la necessità di un dialogo autentico, acustico e asciutto.
Delle undici tracce, la prima che possiamo ascoltare è la title track, che racconta questo concetto di ''Tutto Sbagliato'' attraverso una storia d'amore stesa su un sound quasi vicino a quello di un romantico tango. Le ''Gendarmerie'' serra un po' i ritmi e racconta una storia travolgente; 'Dimmi che lavoro fai' è una domanda che diventa poi una modalità per dare indizi all'altro su come si è fatti. E per conoscere ancora meglio l'altro. E' 'Davanti  a me' che ci mostra un duetto tra Emanuele Belloni ed una voce femminile. E'un duetto anche tra linguaggi, oltre che timbri diversi, perché si canta in italiano e in portoghese. Segue un brano che è una cronaca sportiva folk, 'La partitella', mentre '10 e 25' è un orario purtroppo rimasto impresso nella storia, quello dell'attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto del 1980.
E' un po' funky il ritmo di 'Solo cose più buone', scritto in collaborazione con alcuni detenuti del carcere romano di Rebibbia. La traccia numero otto si intitola 'Il più bello dei mari' ed ha un incedere classico e contiene una frase bellissima: ''il più bello dei nostri giorni non l'abbiamo ancora vissuto''. Il testo è tratto da una poesia del poeta turco Nazin Hikmet. La fisarmonica prende il sopravvento sulle note de 'Le tre scimmie' e in 'Come si canta ad Alcatraz' fa un imponente ritorno il tema della detenzione. Chiude questo bellissimo ed intenso disco 'Dolce dolce dolce', un brano dedicato ad un nuovo inizio, un inizio così ricco di dolcezza da farsi sentire nell'aria inebriando i protagonisti.
''Tutto sbagliato'' è un disco che fa sognare chi ne ascolta le vibrazioni, ed è anche un disco che ha sicuramente dato voce a certi difficili sentimenti che è costretto a provare chi si trova rinchiuso - sebbene per proprie colpe - tra quattro mura.


emanuele belloni, interviste, tutto sbagliato

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