In ricordo di Kurt Cobain

In ricordo di Kurt Cobain

Ventuno anni e un giorno fa moriva Kurt Cobain. In questi giorni in molti lo stanno ricordando e tra pochi giorni, il 28 e il 29 aprile, uscirà anche un docu-film della Universal molto atteso da fan, appassionati di musica e da tutti coloro che l'hanno conosciuto più tardi “solo” per la sua musica.
Oggi non so perché ma ho deciso di scrivere anche io un piccolo editoriale, più una sorta di pagina di diario, per ricordare questo grande artista dentro un uomo piccolo piccolo.
Lo spunto mi è venuto da alcuni commenti superficiali che ho letto sotto uno dei tanti link che ieri sono passati su Facebook in suo ricordo.
Gli haters sono democratici e non guardano in faccia a nessuno sconosciuto o famoso, ricco o povero, vivo o morto. L'importante è scrivere da ignoranti, senza sapere e senza considerare.
Ovviamente neanche io ho conosciuto di persona Kurt Cobain ma non mi sento libero di dire che fosse un ingrato o un coglione ad essersi tolto la vita all'apice del suo successo. Non mi sento di dire che sia stato un insensibile egoista a lasciare una figlia senza padre.
Spesso noi fan agli artisti chiediamo di essere sensibili, di emozionarci, di farci vivere emozioni che da soli non riusciamo a provare. E a volte, direi spesso, capita che alcuni di loro lo siano davvero.
Kurt Cobain, ma come lui molti altri artisti, attori o cantanti, quella sensibilita' ce l'aveva davvero e ne era schiacciato, ma è stato proprio grazie ad essa che è riuscito a dare vita ad un nuovo genere di fare rock e ha scritto l'unico vero pezzo di storia della musica di un decennio, quello dei 90, che di certo non ha lasciato il segno come gli anni che lo hanno preceduto.
Senza Kurt Cobain e i Nirvana non ci sarebbero stati il grunge e quel rock sofferente triste e deluso che da solo ha cantato degli anni che hanno avuto pochi sogni e poche speranze, se non quella dell'arrivo del nuovo millennio.
La musica dei Nirvana ha segnato i pomeriggi di tanti che come me allora erano adolescenti e incazzati. Ci ha tenuto compagnia e forse anche un po tenuto a bada.
Ci ha graffiato il cuore come solo la voce di Cobain sapeva fare. Forse è stato proprio il dolore di quell'uomo che in fondo aveva tutto dalla vita a farci meditare bene quando lo ascoltavamo. Ma lui non è un eroe perché si è suicidato. E' stato solo un uomo sensibile, con molte insicurezze che ha perso difronte alla vita. Come ogni giorno succede a persone comuni che non possono neanche avere la magra fortuna di essere ricordati una volta l'anno da milioni di fan.
Questo non vuole essere un articolo di un esperto di musica, ma solo il ricordo di un fan di allora.
Riposa in pace Kurt.

Questo sicuramente uno dei pezzi più rappresentativi e famosi della carriera dei Nirvana. Smells like Teen Spirit.


Il trailer del docu-film in uscita per Universal Pictures il 28 e il 29 aprile.



Di seguito il testo della lettera che Kurt Cobain lasciò prima di suicidarsi il 5 aprile del 1994.


"Vi parlo dal punto di vista di un sempliciotto un po' vissuto che preferirebbe essere uno snervante bimbo lamentoso. Questa lettera dovrebbe essere abbastanza semplice da capire. Tutti gli avvertimenti della scuola base del punk-rock che mi sono stati dati nel corso degli anni, dai miei esordi, intendo dire, l'etica dell'indipendenza e di abbracciare la vostra comunità si sono rivelati esatti. Io non provo più emozioni nell'ascoltare musica e nemmeno nel crearla e nel leggere e nello scrivere da troppi anni ormai. Questo mi fa sentire terribilmente colpevole. Per esempio, quando siamo nel backstage e le luci si spengono e sento il maniacale urlo della folla cominciare, non ha nessun effetto su di me, non è come era per Freddie Mercury, a lui la folla lo inebriava, ne ritraeva energia e io l'ho sempre invidiato per questo, ma per me non è così. Il fatto è che io non posso imbrogliarvi, nessuno di voi. Semplicemente non sarebbe giusto nei vostri confronti né nei miei. Il peggior crimine che mi possa venire in mente è quello di fingere e far credere che io mi stia divertendo al 100%. A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco. Ho provato tutto quello che è in mio potere per apprezzare questo (e l'apprezzo, Dio mi sia testimone che l'apprezzo, ma non è abbastanza).
Ho apprezzato il fatto che io e gli altri abbiamo colpito e intrattenuto tutta questa gente. Ma devo essere uno di quei narcisisti che apprezzano le cose solo quando non ci sono più. Io sono troppo sensibile. Ho bisogno di essere un po' stordito per ritrovare l'entusiasmo che avevo da bambino. Durante gli ultimi tre nostri tour sono riuscito ad apprezzare molto di più le persone che conoscevo personalmente e i fan della nostra musica, ma ancora non riesco a superare la frustrazione, il senso di colpa e l'empatia che ho per tutti. C'è del buono in ognuno di noi e penso che io amo troppo la gente, così tanto che mi sento troppo fottutamente triste. Il piccolo triste, sensibile, ingrato, Pesci, dell'uomo Gesù! Perché non ti diverti e basta? Non lo so. Ho una moglie divina che trasuda ambizione ed empatia e una figlia che mi ricorda troppo di quando ero come lei, pieno di amore e gioia.
Bacia tutte le persone che incontra perché tutti sono buoni e nessuno può farle del male. E questo mi terrorizza a tal punto che perdo le mie funzioni vitali. Non posso sopportare l'idea che Frances diventi una miserabile, autodistruttiva rocker come me. Mi è andata bene, molto bene durante questi anni, e ne sono grato, ma è dall'età di sette anni che sono avverso al genere umano. Solo perché a tutti sembra così facile tirare avanti ed essere empatici. Penso sia solo perché io amo troppo e mi rammarico troppo per la gente. Grazie a tutti voi dal fondo del mio bruciante, nauseato stomaco per le vostre lettere e il supporto che mi avete dato negli anni passati. Io sono troppo un bambino incostante, lunatico! E non ho più nessuna emozione, e ricordate, è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente.
Pace, amore, empatia. Kurt Cobain.
Frances e Courtney, io sarò al vostro altare.
Ti prego Courtney continua così, per Frances.
Perché la sua vita sarà molto più felice senza di me.
VI AMO. VI AMO"


Testo di Luigi Rizzo

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