NIGHTGUIDE INTERVISTA DEGÀ

NIGHTGUIDE INTERVISTA DEGÀ

Gin Tonic” è il titolo dell'ultimo singolo e video del cantautore Gaetano Marrone, alias Degà, disponibile da giovedì 19 novembre in tutte le piattaforme digitali e pubblicato da What We Do. A quattro mesi dall'ultimo singolo “Bramarti”, il cantautore di origini napoletane torna con una indie ballad dalle sonorità pop per raccontare l'amore con il suo sguardo romanico e concreto.
“Gin Tonic” affronta il tema della separazione, dal quale scaturisce un'ossessiva preoccupazione del futuro, per via della mancanza di certezze ed abitudini alle quali si è stati ancorati per anni. La chitarra acustica che scandisce strofe e ritornelli, accompagna l'ascoltatore in un crescendo melodico dove emerge tutta la tensione lirica dell'artista accostata ad un arrangiamento dalle sonorità contemporanee. Il testo salta continuamente tra passato, presente e futuro, usando come riferimento il celebre cocktail “Gin Tonic” visto inizialmente come motivo di divertimento e condivisione, trasformatosi poi in elemento sostitutivo, usato come rimedio al dolore dell'abbandono fino a divenire elemento nostalgico. Il brano, poi, rimanda a riferimenti del quartiere romano del “Pigneto”, dapprima luogo storicamente pasoliniano diventato poi simbolo del nuovo movimento indie.
Con “Gin Tonic” Degà propone anche il suo primo videoclip per la regia di Valentino Vigo Orciuolo. Una coppia, un parco e una panchina sono gli elementi semplici ma diretti che raccontano con le immagini i sentimenti contenuti nel testo. Alle vicissitudini dei due protagonisti si alterna il playback di Degà, che in disparte rispetto alle scene principali diventa come un narratore fuori campo dell'amore. Con questo singolo l'artista prosegue il suo percorso verso quello che sarà il suo debut album di prossima pubblicazione, ecco cosa racconta.
 
Gin Tonic è il tuo ultimo singolo. Il tema dell'amore è centrale, come anche in Bramarti, brano precedente. E' stata una scelta voluta o casualità?

È stata una casualità, anche se le due storie sono diverse tra loro. Mentre in "Bramarti" si parla effettivamente di un desiderio, il protagonista mosso dalla voglia  irrefrenabile di conquistare questa donna, si finge anche quello che non è, quindi stiamo nella fase embrionale dell'amore, quella bella per intenderci. In Gin Tonic invece, è l'esatto opposto, il protagonista si ritrova a battagliare con le conseguenze lasciate dalla fine di una relazione. Paura, sconforto, preoccupazione per il futuro, un mix di reazioni che lo portano ad abusare di espedienti per colmare il vuoto lasciato, ma alla fine, come tutte le cose, soltanto il tempo sistemerà le tutto.
In Gin Tonic sono descritti non solo i sentimenti, la fine di un amore e le emozioni, ma entrano in gioco elementi vari come il quartiere romano Pigneto. Come mai?
Il quartiere del Pigneto, anche se a detta d molti, è considerato il quartiere più indie della capitale, non l'ho inserito di proposito, ma la storia narrata, che tra l'altro non è autobiografica, ma il racconto di un mio amico, ha avuto origine e fine proprio tra le stradine di quel quartiere. Difficilmente racconto cose non vere nelle canzoni che scrivo, anche se non sono vissute in prima persona, tendo a raccontare ciò che vedo ed ascolto, arricchendo il tutto con esperienze e particolari personali che mi riconducono agli stessi eventi e  vicissitudini che descrivo.
Anche la parte musicale di Gin Tonic è molto curata ed articolata, ricca: spicca la chitarra acustica. È questo lo strumento che oggi ti rappresenta di più?
Come hai ben potuto capire “ Gin Tonic” l'ho scritta con la chitarra acustica, strumento il quale mi accompagna da sempre. Negli ultimi anni ho iniziato ad approcciare al pianoforte, per cercare di scavare nuove sonorità e nuove armonie che mi ispirassero a creare melodie diverse, ecco ritornando a “Bramarti”, è stata scritta accompagnandomi con il piano. Ma spesso, mi capita che inizio con uno strumento e finisco  con un altro, anche più volte durante la stessa canzone, tipo le ultime canzoni le ho scritte quasi tutte usando entrambi gli strumenti per la composizione, è devo dire che mi piace, sento uno sviluppo melodico che apre diversamente, strizzando l'occhio a più mondi che alla fine girano sempre attorno al pianeta: Degà.
Il videoclip ufficiale è invece molto semplice, più lineare rispetto al testo ricco di elementi e dettagli. Lo hai fatto per focalizzare l'attenzione dell'ascoltatore sul brano?
In primis c'è da dire che non mi piacciano i video delle canzoni didascalici. Comunque si, ho cercato di andare in controtendenza alla canzone, già da se molto dinamica. Ho voluto che le singole espressioni degli attori richiamassero il testo della canzone, fatto sta, che i protagonisti hanno ascoltato la canzone cercando di farsi trasportare dalla storia, senza una particolare linea registiche, per far si che il tutto risultasse d'ausilio per l'ascoltatore ad immedesimarsi nel brano.
Si parla della pubblicazione di un tuo prossimo album: ci saranno sonorità simili a quelle di Gin Tonic e Bramarti?
Sicuramente si partirà dal quello che è stato fatto negli ultimi due brani. Ovviamente cercheremo di sperimentare nuovi sound e ritmi diversi, rispettando sempre il dna di Degà. Ci saranno canzoni con ritmi più incalzanti e leggere, canzoni con una vena più cantautoriale, e ballad che ci ricongiungono a primi due singli, ma i contenuti, il cuore ed i colori saranno sempre quelli che ho utilizzato per gli ultimi.
Che rapporto hai con i social network?
Diciamo che non ho un buon rapporto con i social. Ultimamente me li sto facendo piacere, perché oggi è importantissimo utilizzarli e curarli bene. Per capire chi sei, la prima cosa che fanno vanno a vedere i tuoi canali social, i fun, ecc. Cosa sbagliatissima perché spesso ti fai un'idea di un artista che non è per niente veritiera. Fun ed ascolti pompati, contenuti e foto arricchite di location ed oggetti che non rispecchiano la vita reale e la dimensione artistica del soggetto. Dei veri maestri del social marketing. Ma saranno anche maestri nel cantare e nello scrivere canzoni? Mi sa che non hanno tempo. Chiaramente questo non vale per tutti, ma per una buona fetta. 
Preferisci Instagram Facebook per farti conoscere al pubblico? 
Tutto dipende dal backgound che uno ha e dal genere che fa. Diciamo che Facebook negli ultimi anni ha sempre di più acquisito un pubblico un po' più maturo, forse molti giovani per questo lo hanno abbandonato, utilizzando social che siano un po' meno praticati dalla “zia e dalla mamma”. Per quanto mi riguarda trovo Instagram molto più pratico e funzionale sia nell'utilizzo e sia per il tipo di canzoni che scrivo che si rispecchiano nell'indie. Anche se Facebook ti permette di arrivare a più persone, con Instagram raggiungi meno persone ma quelle giuste. Ripeto per quanto riguardo il mio genere.

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