Nightguide intervista Luka Sulic, artista di fama mondiale, membro dei 2 Cellos, a Milano con il progetto solista su Vivaldi

Nightguide intervista Luka Sulic, artista di fama mondiale, membro dei 2 Cellos, a Milano con il progetto solista su Vivaldi

Viene annunciato il soldout in prevendita per l'unica tappa in Italia del tour mondiale di Luka Šulić, superstar del violoncello, atteso martedì 19 novembre al Teatro Dal Verme di Milano (il concerto rientra fra gli eventi della Milano Music Week).
 
La sua coraggiosa versione de Le Quattro Stagioni di Vivaldi, l'album intorno al quale ruota il suo primo progetto solista, è uscita lo scorso 25 ottobre in tutto il mondo per Sony Classical e ha debuttato direttamente al primo posto della classifica “Traditional Classical Albums” negli Usa. 
Ad accompagnarlo in studio sono stati gli Archi dell'Accademia di Santa Cecilia, diretti dal Maestro Luigi Piovano, violoncellista a sua volta e direttore musicale nell'Orchestra dell'omonima Accademia in Roma.
 
Dopo cinque dischi in studio e sette anni di tour alla conquista di pubblico e critica fra 4 continenti, assieme all'amico collega Hauser con i 2CellosLuka Šulić è ritornato alle sue radici classiche cimentandosi prima in studio e poi dal vivo, con una delle opere più iconiche della musica classica. Sebbene esistano centinaia di registrazioni tradizionali, questa di Luka è la prima versione completa a reinventare - grazie al suo lavoro scrupoloso durato più di due anni e a un'interpretazione virtuosistica e appassionata - tutti e quattro i concerti delle Quattro Stagioni per un violoncello solista.
 
Laureato alla Royal Academy of Music a Londra e pluripremiato violoncellista, Luka anche in questo caso si fa trovare pronto a superare le aspettative e abbattere i confini di genere. “Amo Le Quattro Stagioni sin da quando ero un bambino, ho sempre desiderato suonarlo sul violoncello e come qualcuno sa, mi piacciono le sfide. Si tratta di un'opera molto impegnativa per violino, figurarsi per violoncello, quindi anche per me si è trattato di un processo compositivo lungo e laborioso”.
Poi aggiunge: “Ho impiegato due anni solo nella preparazione degli arrangiamenti, poco a poco, un tassello per volta. Alla fine spero che chi ascolta sia pervaso dal medesimo entusiasmo che ho provato io nel realizzare questo album e nel trasporre per la prima volta quest'opera iconica di Vivaldi sul violoncello”.
 
Accompagnato in tour dalla Slovenian All Star String Orchestra, formata dai migliori elementi dell'Orchestra Filarmonica Slovena e della RTV Slovenia Symphony Orchestra, Luka sul palco del Teatro Dal Verme di Milano proporrà la versione integrale de Le Quattro Stagioni, ma anche le opere di altri grandi compositori a lui cari (dal Concerto per violoncello di Haydn al Nessun Dorma di Puccini, passando per Czardas di Monti), senza tralasciare una escursione crossover durante i bis. Luka Šulić ha appena pubblicato il video live della sua personalissima versione di “Thunderstruck” degli AC/DC, dove emerge chiaramente tutta la sua tecnica, il virtuosismo e la passione che trasmette a ogni esibizione.

LUKA SULIC - Thunderstruck



Nightguide. Ciao Luka. Come ci sente a poche ore dal concerto che terrai questa sera al Teatro Dal Verme di Milano con questo nuovo ambizioso progetto solista che ti vedrà portare in scena Le Quattro Stagioni di Vivaldi riadattate da te per violoncello?
Luka Sulic. Sicuramente sono molto emozionato e anche un po' agitato, se vogliamo. Adoro suonare in Italia perché qui suonare la musica classica ha sempre un gusto diverso. Avevamo già fatto una premiere di questo spettacolo a Trieste mesi fa ed era andata benissimo. Ora si tratta di Milano e c'è un po' più di agitazione. Riportare Vivaldi a casa sua su un palco così importante fa sempre un certo effetto, soprattutto perché il concerto è già andato sold out in prevendita.

NG. Te lo saresti mai immaginato che nonostante tu stia arrivando con un progetto del genere, la gente avrebbe risposto ugualmente come se tu fossi una vera rockstar?
LS. Assolutamente non me l'aspettavo e ne sono davvero molto felice. Sai con i 2 Cellos siamo abituati a questo tipo di risposte, ma con i 2 Cellos nonostante sia musica strumentale l'approccio è più easy, più rock e pop allo stesso tempo. Noi scherziamo giochiamo e ci esibiamo sia come performers che come musicisti. Ma qui è tutta un'altra storia: un concerto solista di violoncello con Vivaldi e Le Quattro Stagioni, era tutt'altro che scontato che avesse una tale risposta di pubblico. Le Quattro Stagioni di Vivaldi sono un vero e proprio capolavoro, e rappresentano 4 concerti per violino che hanno fatto la storia della musica classica in tutto il mondo. Fin da quando ero bambino hanno rappresentato una delle mie composizioni preferite e quello di riarrangiarle per violoncello era un sogno che inseguivo da anni. Bisogna essere folli per concepire un lavoro del genere e direi che io lo sono abbastanza (ride).

NG. Arrangiare un intero concerto di musica classica concepito per uno strumento per suonarlo con un altro è di sicuro più complicato che farlo con un brano di musica moderna, e questo è facile da immaginare anche per una persona non esperta, ma qual è stato davvero l'aspetto più difficile di questa impresa?
LS. Le Quattro Stagioni sono già molto difficili da suonare con i violini, per i quali questi 4 concerti nascono; farlo con i violoncelli è 3 volte più complicato. Per far capire alle persone che non sono pratiche di questi strumenti in cosa consista il grado di complessità dico sempre che suonare con il violoncello qualcosa concepito per violino è come cercare di giocare a calcio con gli scarponi da sci. Non esattamente comodo! (ride)
Io ho cercato di dare il massimo per mantenere l'espressività di quest'opera così importante e così famosa e credo che l'esperienza fatta con i 2 Cellos possa tornarmi utile per portare l'esecuzione in un'altra dimensione. Al momento il feedback che sto ricevendo da stampa e pubblico è impressionante, quindi posso già ritenermi molto soddisfatto.

Luka Sulic - Vivaldi Winter (1st movement) (Live in Trieste)


NG. Sono d'accordo con te. L'opera di Vivaldi è da sempre famosa per la sua forte componente espressiva e narrativa. Vivaldi per primo decise di insinuare e riprodurre con gli archi e gli altri strumenti i rumori della natura, dal canto degli uccelli, al latrare dei cani, e riprodusse l'idea stessa degli elementi della natura con i virtuosismi delle note. Quest'opera, tra le più sperimentali del suo tempo, anche per l'accostamento di sonetti narrativi che ne fanno una specie di colonna sonora è il capostipite di quella che viene definita program music. Quello che tu e Hauser avete fatto con la musica rock tradotta in chiave classica è qualcosa che si avvicina molto a questo e forse le tue capacità espressive possono essere la chiave di volta del successo di questo progetto.

LS. Vivaldi per la musica classica è quanto di più vicino ad una moderna rockstar. Era un genio e un visionario che ha portato la musica classica su un altro livello, sperimentando e facendo cose che nessuno aveva mai pensato prima. Era famoso ovunque e molto apprezzato e si narra che avesse una vita da vera rockstar; ad esempio si narra che per comporre si fosse ritirato in un monastero in un piccolo villaggio e durante quel periodo nacquero un sacco di bambini con i capelli rossi, una strana coincidenza dato che lui aveva i capelli rossi e non erano così comuni. (ride)

NG. Quindi era davvero una rockstar in stile Mick Jagger o Steve Tyler che ogni tanto sfornano un figlio nonostante l'età.
Una curiosità: classicamente una rappresentazione de Le Quattro Stagioni dura circa 43 minuti. Sarà lo stesso per il tuo concerto di Milano?

LS. No il concerto al Teatro Dal Verme sarà diviso in due parti. La prima parte sarà quella interamente dedicata al Le Quattro Stagioni; mentre durante la seconda parte suonerò una serie di brani che spazieranno dalla musica classica al repertorio dei 2 Cellos con qualche novità.

NG. A proposito di 2 Cellos, devo farti una domanda forse stupida, ma che da fan quale sono non posso esimermi dal fare. Con Hauser va tutto ok, vero?
LS. Intendi se Hauser è apposto? Perché con lui non si può sapere né si può prevedere cosa stia facendo. Ahahha

NG. Ahahah immagino. Da l'idea di essere il pazzo del duo. No, intendo che i 2 Cellos sono in forma e che questi vostri progetti solisti non stanno a significare che vi siete sciolti, vero?
LS. Assolutamente si! Ci siamo solo presi un piccolo periodo di riposo dai 2 Cellos dopo anni in cui non abbiamo fatto altro che girare ed esibirci senza sosta senza avere spazio per niente. Abbiamo voluto prenderci un annetto di pausa per ricaricarci, dedicarci a quello che volevamo in visto del 2021, anno in cui i 2 Cellos festeggeranno i loro primi 10 anni e durante il quale ci dedicheremo nuovamente interamente ai 2 Cellos con tantissimi concerti ed un nuovo album sul quale ci metteremo presto a lavorare dopo questa pausa.

NG. Confessami una cosa: quando tutto è iniziato 8 anni fa, non ci credo che era nelle vostre intenzioni dare vita a tutto quello che è successo dopo quel famoso video pubblicato su Youtube.
LS. Di sicuro non in questo modo. Ovviamente ci speravamo, ma non potevamo mai immaginare che sarebbe stato così tanto e soprattutto così velocemente. Nella nostra mente c'era l'idea che avremmo dovuto promuovere questo progetto per un sacco di anni prima che fosse preso in considerazione. Invece tutto è esploso davvero con la potenza e la velocità di una bomba. Questo era davvero inimmaginabile anche nelle più ottimistiche previsioni.
In questi anni da quando tutto è cominciato, non abbiamo fatto altro che andare in giro per il mondo ad esibirci e partecipare ad eventi. Abbiamo fatto il conto che abbiamo preso una media di 200 voli ogni anno per 8 anni. Una cosa folle se uno pensa che alla base di tutto ci sono solo 2 violondelli. Questo è il motivo principale per cui abbiamo sentito la necessità di prenderci un po' di tempo da dedicare ai nostri progetti individuali e alla nostra  vita privata.
Quello che rende i 2 Cellos così speciali è che sia io che Hauser siamo individualmente molto forti e veniamo da una preparazione classica molto dura. Tutto ciò ha fatto si che si creasse un'alchimia che potrebbe durare tantissimo altro ancora. Abbiamo ancora molto da fare.

NG. Certo, capisco. Anche perché in teoria non siete nemmeno stati i primi a provare questo esperimento di crossover tra musica classica e moderna. Siete semplicemente quelli che l'hanno fatto meglio. La cosa che sorprende delle vostre performances è che riuscite ad unire perfettamente uno show moderno, coinvolgente, sexy ma al tempo stesso mantenete l'esecuzione perfetta e attenta che impone la scuola classica di violoncello. C'è qualche sogno nel cassetto?
LS. Come solista mi piacerebbe comporre qualcosa di mio. Magari una colonna sonora o qualcosa che possa essere un mio componimento intero.

NG. Quale regista ti piacerebbe per collaborare ad un film?
LS. Io sono un grande fan di Christopher Nolan. Mi sarebbe piaciuto molto lavorare ad esempio ad Inception. Ma anche l'ultimo Joker di Todd Philipps mi ha molto ispirato.

NG. E se ti proponessero una collaborazione con una delle rock band di cui avete curato tante cover con i 2 Cellos?
LS. Non direi ovviamente di no. Sarei un pazzo a dire di no agli AC/DC!

NG. Mi sembra strano che non sia mai successo. Non vi hanno mai chiamato?
LS. Molti degli artisti di cui abbiamo rivisitato le hit ci hanno condiviso, ci hanno fatto i complimenti sui social ma non ci hanno mai chiamato. Gli unici con cui abbiamo fatto un live una volta sola sono i Red Hot Chili Peppers.

NG. Pensando a quello che stai vivendo adesso, cosa rappresenta per te la Musica in 3 parole?
LS. Emozione, energia, sentimento.

NG. Quali sono i 3 album ti hanno influenzato di più e che mai potrebbero mancare nella tua collezione?
LS. Non sono proprio una persona da album. Io amo i singoli ma non mi sono mai appassionato ad un intero album. Potrei dirti 3 canzoni. Il Concerto per violino di Tchaikovsky eseguito da David Oistrakh, e poi sicuramente le colonne sonore di Ennio Morricone e Hans Zimmer.

Intervista a cura di Luigi Rizzo.
Foto di Simone Di Luca
 

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