Nightguide intervista Andrea Artale, voce dei Mosaiko che ci parla del suo poetico omaggio a Totò

Nightguide intervista Andrea Artale, voce dei Mosaiko che ci parla del suo poetico omaggio a Totò



«Io non sono un artista, ma solo un venditore di chiacchiere,
come Petrolini che, infatti, è stato dimenticato.
Un falegname vale più di noi due messi assieme,
perché almeno fabbrica un armadio, una sedia che rimangono.
Noi, al massimo, quando ci va bene, duriamo una generazione.
Lo scritto rimane, un quadro rimane, anche un lavandino rimane.
Ma le chiacchiere degli attori passano»
Antonio De Curtis (Totò)
“VADO VIA” il primo singolo della band MOSAIKO con il featuring del Maestro FIO ZANOTTI, attualmente in radio,
ha ricevuto il sostegno e il Patrocinio morale della Famiglia De Curtis e dell’Associazione Antonio De Curtis.
Il brano è infatti ispirato e dedicato a Totò (Antonio De Curtis) e rappresenta un'opera originale dotata di grande
carica, energia ed un sound moderno grazie alla produzione musicale e agli arrangiamenti del Maestro FIO
ZANOTTI.




I MOSAIKO sono una band con una lunga storia alle spalle, ma si presentano al pubblico con questo nome per la
prima volta. Il nome Mosaiko rappresenta il cammino musicale di sette musicisti del Sud Italia (Calabria e Sicilia)
come una perfetta composizione artistica, che li lega l’uno all’altro con dedizione, cura e amore per la musica e
l’amicizia. “VADO VIA” è statoprodotto da Fonosud s.r.l, una nuova realtà nata con lo scopo di promuovere e
valorizzare le risorse artistiche del Sud Italia e che ha visto la produzione esecutiva di Roberto Cannizzaro per Roka
Produzioni. Mixato e masterizzato da Pino “Pinaxa” Pischetola, il brano è stato scritto e composto da Andrea
Artale, Walter Inserra e Fio Zanotti.





NG: Parliamo di Mosasiko, questo nuovo progetto musicale composto da musicisti che in realtà si conoscono già da tempo,vero?


 I Mosaiko nascono nel 2018, ma in realtà abbiamo iniziato a suonare insieme nel 2010 sotto il nome di Indie Project, ci chiamavamo così non perchè facessimo indie, ma perchè eravamo indipendenti come musicisti e avevamo anche una nostra etichetta.


Tra il 2010 e il 2018 ci sono stati dei cambiamenti, la band è cresciuta, sono entrati a far parte della band nuove persone che hanno dato un nuovo apporto creativo al progetto. Infatti abbiamo abbracciato un genere più ampio, ad esempio grazie alla presenza i Samuel Capodieci il rapper della band, abbiamo potuto spaziare dal pop al rap. Abbiamo scelto di chiamarci Mosaiko, perchè è il nome che in questo momento ci rappresenta di più, un cambio di nome per un gruppo che è cresciuto anche di numero e che quindi aveva bisogno di identificarsi in qualcosa di nuovo, ma questo non ha portato un cambio musicale.


La nostra identità è ben chiara, anche perchè curiamo tantissimo le nostre produzioni, negli arrangiamenti, nel sound e nelle linee creative. Sette musicisti diversi, con le proprie idee e creatività, ma che convergono in un’unica identità chiara e netta del loro percorso musicale.


 


NG: Il vostro nuovo brano si intitola “Vado via” ed è in collaborazione con il Maestro Fio Zanotti. Come nasce la vostra collaborazione con il Maestro?


Il pezzo è nato nel 2007, ancora prima di Indie Project, è un brano importante per noi che abbiamo sempre provato a riarrangiare, ma non eravamo mai contenti del risultato. L’abbiamo messo da parte, fino al 2018, quando abbiamo deciso di affidarci al consiglio e all’aiuto di un professionista. Grazie all’aiuto della nostra etichetta la Fonosud s.r.l, abbiamo chiesto di avere un incontro con il Maestro Fio Zanotti. Noi abbiamo semplicemente inviato una demo realizzata nei nostri studi e il Maestro, incuriosito dalla demo, ha deciso di conoscerci personalmente musicalmente, infatti ci ha raggiunto in Calabria e ha potuto ascoltare dal vivo “Vado Via” e da lì è nata un’amicizia, un feeling bellissimo  e questa collaborazione.


In seguito, lo abbiamo raggiunto nel suo studio casalingo a Bologna e abbiamo iniziato a registrare il brano seguendo le sue direttive. Il Maestro Fio Zanotti è stato bravissimo a tirar fuori il meglio di noi, musicalmente parlando e a trovare la giusta chiave giusta per il brano.


Durante le registrazioni per farci capire cosa mancava ha inciso una sua linea vocale che sarebbe dovuta diventare o una parte vocale nostra o uno strumento parte degli arrangiamenti. Colpiti da questa incisione del Maestro gli abbiamo chiesto di lasciarla, all’inizio era titubante, ma pensandoci un po’ su ha dato l’ok per lasciarla nella versione definitiva.


Il Maestro Zanotti si è rivelato essere una persona meravigliosa umanamente, musicalmente, un vero professionista che ama la musica e ha rispetto della musica e per gli artisti e per questo motivo è nata istintivamente questa collaborazione, complicità e feeling.


NG: Cos’è che ha aggiunto al brano, nato nel 2007?


Lui ha reso importante qualcosa che era già bello, magari era poco convincente, il Maestro ci ha fatto lavorare su noi stessi come band e questo ha portato a migliorare il brano, a portare un equilibrio tra tecnologia e strumenti. E’ riuscito a tirar fuori la nostra anima come band e a dare un’ anima anche al brano.


L’incontro con Zanotti ci ha dato più fiducia nelle nostre capacità musicali e ci ha mostrato un approccio alla musica più aperto.


NG: Forse proprio l’argomento e il protagonista del brano vi aveva fatto tenere un’eccessiva riverenza e in qualche modo bloccato con gli arrangiamenti. La canzone, ricordiamolo, è in onore di Totò. Come mai questa scelta?


Non è stata una scelta ponderata, ma instintiva, un’emozione inaspettata, perchè “Vado via” nasce dalla melodia, dalla musica. Da essa e ispirati dalla passione che molti di noi hanno per Il Principe, uno degli artisti più grandi che l’Italia ha avuto e che ha fatto scuola e LA storia, è nato il brano.


Spesso le canzoni nascono così, musicalmente stai parlando di un soggetto, ma non è ancora a fuoco, poi riascolti, elabori e metti a fuoco l’argomento. Due gli episodi mi hanno fatto capire che quel brano stava parlando  di Totò: il primo, l’atmosfera coinvolgente, allegra del brano; il secondo un giorno mio fratello mi portò un dvd di Totò “Fifa e arena”, poi mi andai a rivedere “Totò a colori” dove ad un certo punto dice “Vado via, sono un genio della musica” e questa cosa mi ha convinto sull’argomento, un’emozione inaspettata e da lì iniziai a scrivere il testo anche con frasi e modi di dire del Principe. Ma la canzone ispira anche a la voglia di ricominciare una nuova vita terrena o ultra terrena che sia.


Un altro motivo per cui il brano è stato messo da parte per tanti anni è che aspettavamo un contatto o il benestare della famiglia De Curtiis, dopo molto tempo siamo riusciti a contattare e conoscere Elena De Curtiis che è la nipote di Totò e rappresenta l’Associazione Antonio De Curtiis in arte Totò.


 


NG: Com’è stato questo incontro?


E’ stato un altro incontro bellissimo da cui ne è nata una bella amicizia, Elena si è emozionata ascoltando il brano e vedendo il videoclip. Ha sentito che dietro il brano c’era una storia e un’anima e ha voluto dare il patrocinio morale per questo brano a nome dell’Associazione.


Questo ci ha spronato, ci ha dato la chiave per aprire il nuovo percorso della band. Gli Indie Project  erano pop rock e lo stile dei Mosaiko è più pop funk con venature reggae-rap con tre voci diverse, un intreccio di voci particolare e originale.


 


NG: Progetti per il futuro dei Mosaiko?


Allora, per il futuro “...Per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare?” (cit.) Sicuramente stiamo al nuovo singolo che dovrebbe uscire tra settembre e ottobre 2019 e i brani per il nuovo album che dovrebbe uscire tra fine 2019 e inizio 2020. Quindi siamo concentrati sulla produzione di nuovo materiale, faremo qualche data estiva, ma non è il nostro principale obiettivo per quest’estate. In attesa di tornare con un vero e proprio tour legato al nuovo album.


NG: Ultima domanda: pensando al percorso quali pensi che siano i 3 album che più hanno influenzato la tua vita e che mai potrebbero mancare nella tua collezione?


Non riesco a dirti un album preciso di un artista, posso dirti i 3 artisti, però sono i Toto, Jamiroquei ed Eminem, quest’ultimo scelto da Samuel che è qui con me. Ma è una minima parte, l’1% di quello che c’è nella nostra mente.


 


 


 


 


Intervista a cura di Luigi Rizzo

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