Nightguide intervista Limbrunire

Nightguide intervista Limbrunire

Limbrunire (Francesco Petacco) nasce all'imbrunire di qualche decade fa in una piccola provincia del Levante ligure. Gioca a calcio discretamente sino all'età di 19 anni quando decide di appendere gli scarpini al chiodo e dedicarsi attivamente alla scrittura di poesie e raccolta di uva da vino in Settembre. Ama la montagna, la chitarra elettrica, Kerouac, i dischi bianchi, le monocilindriche, Amici Miei, le melanzane alla parmigiana, le chewing gum al guaranà, le televendite alle 3 del mattino e i cannoli di Athos. “La Spensieratezza” è il suo disco d' esordio composto da 11 tracce nate dalla passione per l'electrosynthpop anni '80 e Pasquale Panella.
Leggerezza, tutto e subito, riflessioni in bianco e nero, emoticon e doppie spunte, sbornie adolescenziali, mistica e bon-ton, il ballo e immagini in technicolor attraversano i testi che compongono l'album pensato, scritto ed arrangiato da Francesco Petacco e prodotto da David Campanini al Soniclabstudio tra la l'inizio dei pranzi pasquali e l'autunno inoltrato del 2017.
Un debutto che approda, dopo un percorso da bluesman e cantautore classico, ad una via nuova, una nuova poetica che mescola nostalgia canaglia, voglia di fare festa ma con una sottilissima filigrana fluo di disperazione e canzoni semplicemente da cantare, tutte sotto i quattro minuti, quasi un'istantanea del presente che esplode in un crepuscolo multicolor. Electro-synth, italo-disco. Influenze à la Battiato, via le chitarre in favore di una vecchia KORG DX-6000 e una drum machine, un purissimo pop digital-analogico.
Noi di Nightguide abbiamo voluto incontrarlo e conoscerlo meglio per presentarlo ai nostri lettori. Ecco cosa ci siamo detti.

Nightguide. Parlaci un po' di questo progetto. Come nasce Limbrunire?
Francesco Petacco. Avevo un un gruppo rock-pop (Trenet) composto da Francesco Zanetti, mio attuale batterista nei live e Giacomo Spagnoli, amico fraterno ed attuale bassista di Francesco Gabbani.
Con loro ho attraversato momenti di crescita significativi, siamo arrivati secondi al Premio Lunezia 2009 tra le Nuove Proposte, abbiamo inciso un disco ai Drum Code Studio dove prima di noi avevano registrato i Marlene Kunz, abbiamo avuto il piacere di girare un videoclip agli ordini di Daniele Barraco (fotografo e video-filmmaker di Vero dal Vivo - Francesco De Gregori tra gli altri), abbiamo sfogato la nostra incoscienza su diversi palchi tra i quali quello della F.I.M di Genova, arrivando infine ad aprire un concerto di Morgan però a quel punto avevo bisogno d'inoltrarmi in altre sonorità, di battere nuovi sentieri, la band mi limitava nella fase produttiva, non è facile spiegare ad altri due musicisti, se pur bravissimi, le proprie idee.
Ho comprato quindi una vecchia Korg Dx-6000 e rispolverato un paio di drum machine, riposto la chitarra e dato libero sfogo alla creatività cercando di fare l'esatto contrario di ciò che avevo fatto sino a quel momento, sperimentando ed adottando nuove soluzioni melodiche piuttosto che lessicali.
Dopodiché ho affidato tutto alle orecchie e mani preziose di David Campanini (Producer e Sound Engineer) che ha dato forma e un suono a La Spensieratezza.

NG. Il tuo album, “La Spensieratezza”, è uscito lo scorso giugno. A più di sei mesi di distanza puoi già tirare un po' le somme. Come è stato recepito da fan e critica?
FP. E' stato accolto molto bene e aldilà di ogni aspettativa perchè comunque è un disco “azzardato” anche se all'apparenza non sembra tale.
Si muove in una terra di mezzo definita da alcuni indie, da altri mainstream, it-pop ecc ma alla fine forse nessuno, compreso il sottoscritto, riesce veramente a catalogarlo.

NG. Ho trovato molto interessante il titolo e il filo conduttore dei tuoi brani, all'apparenza molto leggeri. Cosa ti rende spensierato?
FP. In realtà non lo sono affatto ma grazie a questo disco mi ricordo di esserlo.

NG. Il tuo percorso musicale ti ha portato non subito verso il synth pop che pervade questo tuo lavoro. Soprattutto nelle strofe del tuo ultimo singolo, HO-OPONOPONO, ho trovato alcune somiglianze con il Battiato de “La Voce del Padrone”. Ti ritrovi in questo accostamento?
FP. Essere accostati all'inarrivabile Battiato è sempre e comunque un onore immenso e mi lascia interdetto.
Ma in realtà l'ho ascoltato relativamente poco in passato, conosco bene e reputo “La Voce Del Padrone” il disco Pop italiano più bello e funzionale in assoluto ma ho approfondito la sua discografica solo di recente, da quando paradossalmente sono stato accostato a lui.



NG. Chi sono gli artisti che ti hanno ispirato?

FP. Peter Gabriel, Roxy Music, Talk Talk, i dischi bianchi di Battisti e Panella (Don Giovanni), gli M83 e i Justice.

NG. E invece cosa ti aspetto nel prossimo futuro? Quali sono i tuoi progetti per il 2019?
FP. Spero di aver ancora la possibilità di far ascoltare la mia musica su un palco, di divertirmi nel far ballare e cantare la gente e di fidelizzare il mio pubblico cercando di dare loro tutto me stesso.
Sto lavorando a nuovi brani che vedranno la luce in un disco sicuramente nel 2019 ma non prima dell'autunno.
Uscirà un singolo ma non voglio svelare nient'altro...

NG. Cosa ti sarebbe piaciuto fare se non avessi fatto il musicista?
FP. Pilota di auto sportive.

NG. Cosa rappresenta per te la Musica in 3 parole e perché proprio quelle?
FP. Madre, figlia, esigenza:
- Madre in quanto generatrice.
- Figlia perchè provo senso paterno nei suoi confronti.
- Esigenza perchè è naturale e incontenibile come la pipì.

NG. Ultima domanda: quali sono i 3 album che mai potrebbero mancare nella tua collezione?
FP. Pink Floyd - The Dark Side Of The Moon, Peter Gabriel - Peter Gabriel IV, Fabrizio De Andrè - Anime Salve.

 
Intervista a cura di Luigi Rizzo

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