Nightguide intervista Il tipo di Jesi

Nightguide intervista Il tipo di Jesi


Il tipo di Jesi, all'anagrafe Tommaso Sanpaolesi, unisce grunge e provincia: il suo primo disco, Pranzo rock in via Trieste, è uscito poco tempo fa accompagnato dal video di Masturnazione. Ne abbiamo parlato con lui.


Il tipo di Jesi non è esattamente quello che definirei un nome d'arte indicativo: come mai hai deciso di chiamarti così?
E' un nome nato un po' per gioco quando sono andato a registrare il disco all'EDAC. Lassù tutti mi chiamavano “il tipo di Jesi” e alla fine delle registrazioni ho deciso di chiamare così il progetto.
Mi è sembrato carino ed è anche un modo per  “non prendersi troppo sul serio” perché sdrammatizza parecchio.


Pranzo rock in via Trieste, da quello che ho capito, raccoglie tutto il materiale che hai scritto nel tempo: quanti diversi stili contiene, e sei riuscito a renderlo un disco organico?
Si, è un disco che contiene canzoni anche molto diverse l'una dall'altra perché scritte in momenti differenti. Comunque sia credo che mantenga un suo filo conduttore dalla prima all'ultima traccia e che questa sua eterogeneità non sia un difetto, anzi. 
Mi piaceva l'idea di fare un album così e sono stracontento del risultato che abbiamo ottenuto.


Puoi raccontarci qualcosa del disco, come ti fa sentire tirare fuori dal cassetto il tuo materiale, e come mai hai scelto questa canzone per dargli il titolo?
Ho scelto questo titolo perché mi piaceva l'idea di dare al disco un'identità specifica legata a casa mia in Via Trieste, che è dove ho composto l'album. 
Le canzoni sono molto intime perché sono brani concepiti per “uso personale” che non avrei mai pensato di incidere in un album. Malgrado questo non mi da fastidio che ora siano pubbliche perché parlano di sentimenti comuni nei quali ogni persona si può immedesimare.


Sei stato paragonato a una moltitudine di artisti, ma quali sono le tue vene influenze?
Principalmente Beatles, Nick Drake, Lucio Dalla, Rino Gaetano, Alice in Chains, Flaming Lips, MGMT, Elliott Smith.


Componi da solo, ma dal vivo sei accompagnato da altri musicisti: come va la convivenza?
Siamo amici prima che compagni di band e quindi la convivenza non può che essere piacevole. 
Detto questo in realtà alterno concerti con tutta la band a situazioni più intime in cui sono solo io chitarra e voce.


Come componi, come decidi di cosa ti interessa parlare e di cosa no in una canzone?
E' la musica stessa che mi ispira l'argomento della canzone. Di solito infatti scrivo prima la linea di chitarra e solo successivamente la melodia vocale e le parole. E' un processo abbastanza istintivo e quindi all'inizio butto giù quello che mi passa per la testa e poi, una volta che ho gettato le basi della canzone, inizio a ricamarci su gli arrangiamenti e i testi.
 

il tipo di jesi, interviste musica

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