NIGHTGUIDE INTERVISTA MARCO GESUALDI

NIGHTGUIDE INTERVISTA MARCO GESUALDI

Marco Gesualdi, chitarrista e compositore, ha vissuto in prima persona la stagione della “Vesuwave” con i “666”; insieme ai Denovo e agli Avion Travel ha calcato i palcoscenici di tutta Italia. Durante le riprese del film Blues Metropolitano, ha avuto la fortuna di conoscere Pino Daniele, per poi frequentarlo per circa tre anni, la durata del contratto che lui fece alla band di Gesualdi. 
Nel nuovo album NOW (Naples Open World) Napoli è l'orizzonte che si staglia e infonde i suoni di pezzi senza una patria definita, ma piuttosto, con una particolare inclinazione ad accogliere tanti linguaggi e altrettante culture.  Il risultato è un girotondo di strumenti e voci (sette brani solo suonati e cinque anche cantati) che ha finito per coinvolgere quaranta fra musicisti e voci. 
 
Partiamo dal titolo che d'impatto potrebbe sembrare inglese e invece...
Il titolo dell'album NOW, è venuto fuori durante i missaggi quest'estate, man mano che i brani si definivano, e ascoltandoli uno dopo l'altro mi sono reso conto di cosa era venuto fuori, una serie di colori e umori diversi con un sottile senso di appartenenza che li univa... quindi il" Concept" di ORA - Napoli Mondo Aperto.
Nell'album ci sono canzoni cantate in almeno 5 lingue. Le parli tutte? 
Le lingue e i dialetti  mi hanno da sempre incuriosito,e stimolato... negli anni 90 a Bologna ho frequentato i corsi di Etnomusicologia di Roberto Leydi, e ho sempre immaginato che nel suono di un dialetto, potesse esserci l'indole di un popolo, sicuramente, il suono di una lingua ti porta a immaginare storie... il francese lo parlo abbastanza bene, le altre un po' le studio e un po' ci gioco. I testi di NOW una volta finiti, li ho fatti supervisionare: tramite amici sono andati in Brasile, Francia e Portogallo, e sono tornati corretti con il" parlato e il respiro" di questi luoghi. 
Uno dei brani prende spunto da un testo popolare anonimo del Cinquecento. Ci dici di più in merito?
“Bella Figliola” è un testo che trovai in un vecchio libro in una Biblioteca a Napoli un po' di anni fa... suonavo in un gruppo folk e una delle voci era Maria Pia de Vito. “Bella Figliola” è un brano di cui mantengo io la paternità, mi è ritornata nelle mani l'ho riarrangiata e affidata alla voce di Silvia Romano, il risultato finale mi piace molto.
Avendo conosciuto e frequentato Pino Daniele, il brano "Pino Song" è anche per "non dimenticare", cosa che sembra si tenda molto a fare qui in Italia?
Come ho già raccontato altre volte ho avuto la fortuna di frequentare Pino Daniele per un periodo di circa tre anni alla fine degli anni 80. Ho imparato molto, non dimenticherò mai la lezione che lui ci fece una volta sul "Tempo”, come far cadere in musica gli accenti giusti, ho pensato di ricordare quei momenti con un brano che usasse il suo linguaggio. “Pino Song” è venuta  così, e mi sembrato naturale chiamare Ernesto Vitolo che ha partecipato a questo gioco con trasporto e divertimento. 
Quando viaggi, la tua chitarra è sempre con te?  
Sì, cerco sempre di portare una chitarra con me quando è possibile, questo strumento è entrato prestissimo nella mia vita, e fa parte del mio quotidiano, a volte ho un bisogno fisico di suonare. In questo CD gli ho dedicato un brano "Violao" nato prima come brano strumentale, e poi su consiglio di Claudio Poggi, diventata canzone, con un testo scritto insieme a Rossella Rizzaro.
Il progetto è stato scelto da RAI COM per la qualità e per i particolari temi musicali di carattere nazionale e internazionale. Quindi l'album sarà pubblicato anche all'estero?
Il fatto che RAI COM abbia scelto di essere coeditore di questo album, insieme a Marechiaro, e Mommò records, lo impreziosisce e mi inorgoglisce, spero che facciano un buon lavoro di distribuzione attraverso i loro canali...
Com'è stato interagire con i 40 musicisti che hanno registrato il cd?
Lavorare con tutti questi musicisti è stato divertente e stimolante, il sound del CD viene fuori da una idea, ma soprattutto dalle caratteristiche dei musicisti del gruppo che mi accompagna: Guido Russo al contrabbasso, Giosi Cingotti al piano e alla fisarmonica e Nicola de Luca alla batteria, le cantanti Simona Boo, Rossella Rizzaro, Silvia Romano, e Michela Montalto con la loro personalità hanno caratterizzato i brani; tutti gli ospiti, i cosidetti “FEAT” hanno fatto il resto. Durante le registrazioni ci sono stati dei momenti umani e musicali molto belli..  alla fine è diventato un lavoro corale dove ognuno ha portato con passione un pezzetto del proprio mondo (Aperto)...questa cosa si percepisce ascoltandolo ma anche dall'ottimo feedback che sta avendo da quando è uscito.

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