INTERVISTA A SANDY MULLER

INTERVISTA A SANDY MULLER

INTERVISTA A SANDY MULLER
Sandy Muller, cantante italo-brasiliana al suo primo lavoro discografico come leader. Il suo Nao tenho Pressa è diventato un hit single che ha consentito anche ai più giovani di avvicinarsi al sound brasiliano. Il suo tour sta riscuotendo notevole successo in ogni dove.
1) Non ti chiedo del tuo amore per la musica, ma del tuo approccio al canto: quando hai iniziato e quando hai deciso di farne una professione?
Cantare è da sempre una necessità per me. L'ho sempre fatto fin da quando ero bambina per gioco, per passione. A 20 anni ho deciso che ne avrei fatto una professione ed ho iniziato a studiare.
2) Consideri Caetano Veloso il tuo padre musicale anche per la sua ricerca espressiva. Quale è la tua ricerca?
Io ricerco un linguaggio. Cerco un modo per parlare a chi mi ascolta e lo faccio attraverso la musica. Ricerco persone che siano simili a me e che dalla mia musica si sentano rappresentati. La musica è aggregazione ed io voglio essere il collante di un certo tipo di sensibilità.
3) Il tuo incontro con Claudio Pezzotta...
Nella scuola dove studiavamo. Tutti noi alunni eravamo alla ricerca di un nostro ruolo nella musica e ci scambiavamo esperienze, suggerimenti e sopratutto cd. Ho prestato a Claudio un disco di Caetano “Livro” secondo me il suo disco capolavoro, e abbiamo notato di avere gusti, intenti e sensibilità musicale comune. Da li abbiamo messo su un gruppo per suonare classici brasiliani in giro per locali affiancando piano piano ai classici le nostre composizioni.
4) Poi la collaborazione con Marcelo Costa, profondo conoscitore della musica in generale e del sound brasiliano in particolare...
realizzare il disco con Marcelo Costa è stato per noi il chiudersi di un cerchio. Marcelo è infatti il batterista del disco “Livro” che ha dato il via alla mia collaborazione con Claudio. Incontrare Marcelo è stato meraviglioso e musicalmente naturale. Un musicista che parla la nostra lingua.
5) Quale apporto da l'elettronica al tuo sound? Quanto la ritieni importante?
L'elettronica apporta un tocco di freschezza, un elemento leggermente inaspettato ma subito acquisibile. Non volevo rischiare di fare un disco di bossa nova in maniera classica. Ci tenevo che suonasse moderno, nuovo nonostante il richiamo alla tradizione.
6) Secondo te, quanto la bossanova deve al jazz e viceversa?
Si dice spesso che, sopratutto nelle armonie, la bossa nova sia figlia del jazz ma non è così. La bossa nova nasce indipendentemente dal jazz. Brani di Ary Barroso degli anni 30 già utilizzavano accordi complessi con tensioni per niente scontate. Quello che la bossa nova deve al jazz, agli stati uniti in genere, è la sua popolarità. La bossa nova era una musica elitaria nata in appartamenti borghesi dei metà anni 50. E' approdata negli USA e poi ha fatto ritorno a casa dove si è definitavemente affermata. Il jazz deve alla bossa nova nuove idee melodiche sopratutto nell'elemento ritmico. Ne ha poi acquisito i brani più rappresentativi rendendoli “standard” e li ha lavorati improvvisandoci e rendendoli appunto in chiave jazzistica.
7) Quale è la tua “voce” di riferimento?
Non mi ispiro a nessun autore in particolare o meglio: mi ispiro a tutto quello che mi piace ascoltare! Ma se devo farti un nome rispondo che amo la voce di Gal Costa, una delle prime che ho ascoltato ed imparato a conoscere.
8) Uno strumento che nel tuo gruppo non deve mai mancare...
La chitarra!
9) Dai più importanza alla melodia o ai testi?
Ascolto molto i testi. Mi piace ascoltare la storia che c'è dentro alla musica...Eppure cos'è un buon testo senza una buona melodia? E la melodia senza un buon testo? Sono ugualmente fondamentali.
10) Mi ha colpito una tua frase: “Mi piace il silenzio e ciò che fa poco rumore”: la vuoi spiegare?
Non mi piace chi alza la voce per imporsi. Non c'è bisogno di gridare per farsi sentire. Si può discutere di tutto a bassa voce... e poi se si tiene la voce bassa si ascolta meglio e si capisce di più chi sta parlando con noi.
11) Non ho fretta: una filosofia di vita che, però, è difficile da attuare in questi tempi...
E' vero. Però non possiamo permettere che i doveri, gli impegni, diventino una priorità rispetto alle nostre esigenze. Con questa canzone rivolgo quindi un invito a ritagliare un pò di tempo per noi stessi sottolineando il fatto che se per una volta mi concedo di dire ”oggi non ho fretta” non sarà poi la fine del mondo!
12) Hai mai pensato che il tuo hit single raggiungesse questo successo?
Lo speravo e ne sono contenta anche se in realtà non riesco ancora a rendermi conto di quanto questa canzone sia conosciuta di quante persone sappiano chi sono e cosa canto.
13) Se non avessi fatto la cantante cosa avresti fatto?
Chi lo sa... Sicuramente avrei lavorato con le parole magari imparando molte lingue.. Ecco ! Forse avrei studiato lingue.
14) Quali sono, a suo parere, gli ultimi nuovi talenti emersi nel panorama jazzistico italiano
Innanzitutto credo che oggi si faccia una grande confusione e che si tenda a definire “jazz” tutta la musica contaminata non “puramente” classificabile come pop o altro genere. Nel panorama prettamente jazzistico non saprei indicare nuovi talenti. Fuori dall'ambito jazz mi piace molto Ivan Segreto che scrive delle bellissime canzoninon è un jazzista ma piuttosto un raffinato cantautore...
15) Se dovessi ricoprire un incarico istituzionale, quali sarebbero i tre provvedimenti che prenderesti?
Wow! Sandy presidente! Non sarei affatto un buon politico... comunque certamente legalizzerei le droghe perchè così la malavita vedrebbe i suoi introiti dimezzati, sosterrei le coppie di fatto perchè le persone che convivono sono coraggiose e disinteressate e meritano di essere riconosciute da una società civile e promuoverei scambi culturali perchè i popoli si conoscano capendo come l'essere umano sia lo stesso in qualunque parte del mondo.
16) Preferisci Sandy Muller live o in studio?
Si tratta di due lavori diversi. Mi piace molto la fase di registrazione... sentire che le canzoni si definiscono poco alla volta. Credo però di preferire il live... é con il live che raggiungi e ti confronti davvero con le persone..
17) Un'opera letteraria da...musicare...
“Cent'anni di solitudine” di Marquez.
18) Con chi vorresti collaborare?
Con i grandi che mi hanno influenzato nella mia formazione musicale e con giovani per creare qualcosa di nuovo inseme..
19) Cosa è scritto nell'agenda di Sandy Muller?
Le date dei miei prossimi concerti! Voglio suonare tanto con i meravigliosi musicisti che dividono il palco con me...
20) Chi vorresti ringraziare?
Sempre sempre i miei genitori.. tutto quello che mi sta capitando succede grazie a loro!
Alceste Ayroldi per Jazzitalia
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