Nightguide intervista il Taan Trio

Nightguide intervista il Taan Trio


Un trio jazz che, in ambito live, si lascia contaminare dall'elettronica: dopo il It's Preferable Tour, il Taan Trio di Alberto Turra presenta Live at Easy Nuts Lab, il nuovo album dal vivo. E' infatti dal vivo che il Taan Trio esprime al meglio la sua attitudine jazzcore: abbiamo parlato con Alberto Turra, e ci siamo fatti spiegare un sacco di cose.


Basate la forza del vostro trio sul live e sull'improvvisazione: quanto è stato difficile trasporre queste energie in un disco, anche se live?
lo sforzo per ognuno di noi risiede nel darsi la possibilità di suonare sempre qualcosa che sia in stretta relazione con quello che fanno gli altri due, quindi ascoltarsi senza tregua. Che sia live o meno poco cambia, considerato che si tratta di musica improvvisata. In ogni brano cerchiamo di creare nuovi contenuti musicali (ognuno a fronte del proprio linguaggio, sensibilità, cultura, stato d'animo) mantenendo le caratteristiche intrinseche della scrittura originale, il carattere proprio della composizione.


Ci raccontate qualcosa dell'It is preferable tour? Come  è andata a New York?
Le cinque date a New York sono state per noi come ricevere una “borsa lavoro”, un regalo che non è esattamente tale, non puoi farne quello che ti pare. Mi spiego meglio: tutte le volte che ho suonato lì ho avvertito la necessità, una volta tornato, di ridiscutere tutto, nonostante le conferme avute sul fatto che il nostro lavoro sia interessante e di qualità siano state moltissime. Quello che conta di più lì (quantomeno con più urgenza che in qualsiasi altra parte del mondo) è il processo con il quale il tuo lavoro si evolve, a volte di più del lavoro in sé. 


La vostra musica ha molto del jazz: dalle improvvisazioni alle jam, fino alle sonorità. In un periodo in cui pare che la musica “semplice” sia quella preferita dai più come vi trovate?
Dei più fortunatamente ci è sempre interessato pochissimo, giusto in momenti in cui ti informi se può esserci coda in tangenziale, ecco. La nostra musica richiede al pubblico partecipazione, disponibilità all'imprevisto, al gioco, senso critico, tutta roba faticosa ma divertente. Quella che tu chiami “musica semplice” (per altro una locuzione bellissima che secondo me c'entra anche con la nostra musica) se ho capito cosa intendi, non richiede sforzi.


Quali sono le vostre influenze, da un punto di vista compositivo?
I brani sono stati tutti scritti da me e non sempre per essere suonati live, spesso per colonne sonore per il cinema, per il teatro o per la danza contemporanea. Le sorgenti (influenze) in questo caso sono di due tipi: compositivamente tutto dipende dalla mia collaborazione con la committenza (regista, coreografo etc) mentre come trio (nell'atto di riarrngiare il tutto) direi Bill Frisell trio, Jeff Lee Johnson, Roots, Jaga Jazzist, Elephant 9, Arvo Part, Tyondai Braxton, ma probabilmente William e Stefano ti farebbero nomi differenti.


I tuoi dischi rispettano sempre la dimensione del live, probabilmente anche per un motivo di attitudine: hai mai pensato, però, di registrare il classico disco “in studio” prima o poi?
In verità non sempre live, per esempio il disco Filmworks (lavoro a cui accennavo alla risposta precedente) è una raccolta di lavori in studio, il disco precedente “Azimuth” con sei batteristi era anche quello in studio. Hai ragione rispetto agli ultimi due, ma è andata così, si realizza poco dopo aver suonato che la cosa appena suonata ha la dignità e l'energia necessaria per giustificare una pubblicazione ufficiale, in entrambi i casi Chant Records (l'etichetta di NY) e FelmaY  (Torino) si sono trovate d'accordo, e via.


Quali sono i vostri programmi per il futuro? Dove vi porteranno i vostri tour?
Spero ovunque, forse torniamo a NY, qualcosa in Spagna, sicuramente ancora in giro per l'Italia. Ho scritto il disco nuovo ma ci metteremo mano tra qualche mese, una cosa lunga ma bellissima.


Quali sono i vostri tre album preferiti, quelli che non potrebbero mai mancare nelle vostre collezioni? 
Scegline tre dagli artisti citati prima. Non so, per me questa classifica cambia ogni giorno.


Che consiglio dareste a chi inizia a fare musica adesso?
Consiglierei di chiedersi quotidianamente il perché e di continuare solo a patto che la risposta sia utile, quantomeno per sé.
 

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