Nightguide intervista Emilio Stella

Nightguide intervista Emilio Stella

“SUONATO” è il nuovo album di EMILIO STELLA, uscito il 14settembreper Goodfellas.È un album che nasce osservando il quotidiano da un angolo di periferia, per aprirsi poi a diversi punti di vista, sorvolando con lo sguardo oltre le case popolari, oltre i centri commerciali, dove c'è uno squarcio di cielo, una speranza. Nasce dall'esigenza di descrivere la società di oggi, che ci obbliga a combattere con noi stessi e con i draghi, con le nostre paure. Le canzoni sono un modo per vincerle. Talvolta arma, talvolta scudo."Suonato" è il doppio senso che c'è tra l'iniziodi un percorso musicale fatto insieme ad una band e la metafora pugilistica di chi risente dei colpi presi nella propria carriera. E' uno stato d'animo.Il disco raccoglie 11 canzoni con il loro vestito più comodo, messogli addosso nell'arco di un paio d'anni, dall'autore insieme alla sua band, con un'unione d'intenti rara, quelladi restare fedeli alla propria identità, volta a valorizzareil messaggio che ogni brano porta con se. Il risultato è un sound personale, vero, senza troppi filtri, la cui ricerca è avvenuta soprattutto suonando, nei live club, nelle piazze e nelle sale prove, così da essere riproposto in studio di registrazione.L'album è stato anticipato dal singolo “Attenti al cool”, il cui videoclip vede la partecipazione di Rocco Siffredi.




Nightguide. Ciao Emilio, parliamo un po' di te. Chi è Emilio Stella e da dove nasce la sua necessità di fare una musica al tempo stesso così ironica ma con dei testi decisamente importanti?
Emilio Stella. Ciao! Quando ero piccolissimo mio nonno paterno mi regalò una piccola chitarra costruita con le sue mani. Lui era un' artista, un'artigiano e un poeta. È grazie alla sua eredità se ho cominciato a scrivere canzoni. Le tematiche trattate nei brani sono semplicemente un riflesso di ciò che sono e di ciò che vivo.

 
NG. Il  tuo percorso parte ufficialmente nel 2011 con un primo album che ha riscosso un grosso successo di critica e giunge fino ad oggi con un secondo album uscito da pochi mesi altrettanto apprezzato, “Suonato”. In questo secondo lavoro, a mio avviso, una certa grave amarezza sembra aver permeato la tua sottile ironia. Ce ne parli?
ES. Si, effettivamente è così. C'è amarezza per via della società odierna. Basta guardarsi intorno o rendersi conto di determinati comportamenti e automatismi che abbiamo. Siamo più vicini agli animali o alle macchine che agli esseri umani.

 
NG. In quest album ho percepito almeno 3 temi principali: una critica senza appello alla società moderna auto celebrativa e consumistica, un rimpianto di certe tradizioni e una visione un po' disillusa dell'amore. C'ho preso?
ES. Sì, ci hai preso! Queste tematiche sono certamente molto presenti nell'album.

 
NG. “Suonato” raccoglie brani che, se non vado errato, non sono stati scritti tutti nell'ultimo periodo. Si parla dal cantato romanesco alle melodie pop volutamente “finto” leggere. Come abbiamo detto, molti brani hanno un tono di amarezza, ma termini il tuo lavoro con “Le Birre”, brano con il quale apri la porta alla speranza e alla voglia di non arrendersi.
“Tutto fa vita, fa poesia, tutto serve,solo chi lotta non perde. Tutto fa vita, della mia non so niente ma so che chi vince non si arrende.”
Questa chiosa la trovo bellissima. Potresti approfondire e raccontarci meglio questo brano?
ES. Sì, in effetti nella domanda descrivi molto bene la varietà dell'album, sia musicale che di linguaggio. “Le birre” è un brano che nasce come una poesia scritta durante un concerto di Nneka. Con la complicità della sua musica e delle birre appunto, pensavo a quanto è bella la vita nonostante tutto.

 
NG. Pensando al tuo percorso, quali potrebbero essere gli artisti che più maggiormente hanno influenzato il tuo modo di fare musica? E perché?
ES. Senza dubbio Rino Gaetano per il suo modo di cantare e di rendere leggere delle tematiche pesanti attraverso l'ironia. Poi direi Lucio Dalla perché fu il primo vinile che mi regalarono i miei nonni. Poi Califano e Gabriella Ferri per la romanità. Direi anche De Gregori e de Andre' per la poesia, Gaber per la sua teatralità.

 
NG. E invece di quelli attivi adesso, c'è qualcuno con cui ti piacerebbe lavorare ad una collaborazione musicale?
ES. Sì, mi piacerebbe collaborare con più di qualcuno di quelli attivi adesso. Direi senz'altro Silvestri ma anche Brunori Sas che ritengo uno dei più bravi cantautori in circolazione. Poi Caparezza, Gazze', De Gregori stesso sarebbe un sogno. Vabbè, sto a esagera'. Ce ne sono tanti altri comunque.

 
NG. Se dovessi scegliere solo 3 parole per definire cosa rappresenta per te la Musica quali sceglieresti?
ES. Magia, condivisione e immortalità.
 
 
NG. Cosa ti aspetta in questo 2019 appena iniziato? Quali progetti hai?
ES. Mi aspettano sicuramente tanti concerti. Suonare live è la mia dimensione preferita. Il contatto con il pubblico è adrenalina pura. Oltre a questo mi auguro di continuare ad imparare e a fare teatro oltre che a registrare un nuovo album.

 
NG. Ultima domanda: tornando indietro a quando eri un ragazzo quali sono i 3 album che mai potrebbero mancare nella tua collezione?
ES. Bhe! Qui forse ti stupisco. Non potrebbero mancare quelli che non sono mancati da bambino. “Pensieri e parole” di Lucio Battisti, “4 Marzo e altre storie” di Lucio Dalla e “Destinazione Paradiso”, il primo album di Gianluca Grignani. 

 
Intervista a cura di Luigi Rizzo.

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