Nightguide intervista i Nailed to obscurity

Nightguide intervista i Nailed to obscurity


Il secondo disco dei tedeschi melodic death metallers Nailed to obscurity è uscito l'undici gennaio per Nuclear Blast, una delle etichette (se non l'etichetta) migliori in circolazione per quanto riguarda l'universo metallico. I Nailed to obscurity non sono ascrivibili solo al contesto del death melodic: cuoriosi, sfaccettati e poliedrici, hanno inserito nel genere un gran numero di peculiarità. Abbiamo parlato con la band del disco, del tour e di cosa si aspettano dal futuro.

 
Il vostro disco è uscito per la Nuclear Blast: come vi sentite?
Ole: Ci sentiamo alla grande, anche se stiamo iniziando a realizzare solo ora cosa è successo. Prima delle registrazioni c'era solo questo pezzo di carta che abbiamo firmato, ma non sembrava reale. Quando però abbiamo consegnato il disco ed è iniziata tutta la campagna promozionale ci siamo finalmente accorti che stava davvero succedendo.


Parliamo di Black Frost: come è nato questo disco, quanto ci avete messo a crearlo, come scrivete la vostra musica e dove trovate ispirazione?
Ole: Volker ed io abbiamo iniziato a scrivere le prime idee e le basi per le strutture dei pezzi nell'Ottobre 2017. Iniziamo sempre in due, seduti insieme a scambiarci idee per creare i riff principali, a volte anche primitive bozze di canzoni, eccetera. Prendiamo queste idee molto basiche e le portiamo in sala prove dove scriviamo i pezzi veri e propri, tutti insieme, come una band. E' molto importante per noi: porta con sé un feeling naturale, magari anche una sensazione live dentro le canzoni. L'abbiamo fatto ogni weekend da Febbraio a Settembre 2018. Sei settimane prima dell'effettiva sessione di registrazione abbiamo fatto anche una sessione di songwriting e pre-produzione nello studio. Non l'avevamo fatto prima, ma è stato davvero bello lavorare sui pezzi quasi finiti per poter trarne ancora di più.
Raimund: Se si parla di ispirazione, traiamo la maggior parte di essa dalla vita stessa. La nostra musica riflette alcune emozioni che abbiamo provato, soprattutto emozioni buie e oscure che si riflettono nell'atmosfera melanconica delle nostre canzoni. A parte questo, ci sono anche un sacco di band che hanno avuto il loro impatto su di noi, ma credo che siamo riusciti a creare il nostro sound basandoci sulle nostre ispirazioni primigenie. Ma, come ho detto: l'ispirazione principale è il qui e ora, e il nostro bisogno di incanalare sentimenti negativi.


Avete suonato a Wacken, Summer Breeze e molti altri festival, avete diviso il palco con Arch Enemy, Paradise Lost e Dark Tranquillity: come ci si sente a suonare per un'audience così vasta, e con band così importanti? Come vi ha accolto la gente in questi anni?
Ole: Le prime volte, suonare davanti a un sacco di gente è stata davvero dura. Ovviamente sei super nervoso, e hai quasi paura a suonare in palchi così grossi e in locali così importanti, all'inizio, però acquisisci una certa sicurezza piuttosto velocemente, e da li in poi è solo divertimento. In realtà mentre suoni non sembra diverso dagli show più piccoli, te ne rendi conto solo quando ci pensi. Suonare con queste band in festival più grandi è stato bellissimo: sono tutte persone grandiose e molto gentili. Non abbiamo mai avuto una brutta esperienza, e anche la reazione della gente è stata positiva.


Parliamo dell'artwork: io lo trovo meraviglioso, ma potete raccontarci qualcosa in più sul sui significato? E' stato fatto dallo stesso artista che ha disegnato la copertina di King Delusion?
Ole: Si, è stato fatto dal pittore argentino Santiago Caruso: il suo stile si  incontra perfettamente con la nostra musica e ci è piaciuto molto lavorare con lui per King Delusion, quindi per noi non c'era nessuno più adatto per la copertina di Black Frost.
Raimund: Santiago è decisamente più unico che raro: prima che iniziasse a dipingere gli abbiamo spedito la musica strumentale e i primi testi, con qualche informazione sulle idee dietri di essi. Ha studiato tutto e ci ha detto che l'idea che gli era venuta era così forte che non poteva non dipingere subito, senza nemmeno gli sketch preparatori. Ha trovato la sua chiave dietro tutti i testi e l'idea generale di Black Frost. 
E' un termine che deriva dalla navigazione: quando una nave sottoraffreddata si muove attraverso l'umidità o la pioggia si crea del ghiaccio nero su alberi e cordame, e può arrivare a pesare troppo, cosa che può spingere la nave a ribaltarsi. L'abbiamo usata come metafora per parlare di chi non esprime le sue emozioni negative e deve vivere con quel peso, che può spingere le loro menti a crollare. Santiago ha detto che nella sua interpretazione solo gli umani sono affetti dal ghiaccio nero, che invece non attacca la natura e gli animali: questo aggiunge un'altra componente di critica sociale che è piaciuta a tutti noi. Il risultato è davvero potente e lo stile delle immagini si trova perfettamente con la musica e i testi.


C'è una bella differenza fra Abyss e Opaque, e un abisso fra Abyss e Black Frost: la vostra musica ha continuato a crescere negli anni. Cosa vi ha ispirato e come fate ad essere sempre originali in un campo, come quello del metal estremo, così pieno di band e musicisti?
Ole: Non è facile rispondere, perché sono successe parecchie cose senza che ce ne accorgessimo. Abbiamo sempre cercato di sviluppare il nostro sound e continuare a farlo, senza mai copiare noi stessi. Credo sia tutto qui. Facciamo solo ciò che suona bene e ci sembra giusto.
Raimund: Tutto ciò che abbiamo fatto fino ad ora ci è sembrata un'evoluzione naturale e ogni nuovo disco è solo il risultato di ciò che abbiamo fatto prima di scriverlo. Ma prendiamo decisamente come un complimento il fatto che pensi che la nostra musica sia cresciuta, è anche quello che sentiamo noi.


Il 12 Febbraio sarete al Live Music Club di Milano: avete mai suonato in Italia prima, e come è andata? Cosa vi aspettate dai fan italiani?
Ole: No, non abbiamo mai suonato in italia: Milano sarà la nostra prima data in assoluto nel vostro paese, e non vediamo l'ora! Abbiamo sentito che un po' di tempo fa girava voce che avremmo suonato a Milano coi Dark Tranquillity, e un po' di gente voleva davvero vederci, ma non è mai successo. In realtà non era mai nemmeno stato deciso, era solo una voce nata per chissà quale motivo. Ma spero che saremo in grado di tenere alta la bandiera! (ride)
Raimund: Inoltre non vediamo l'ora di vedere le reazioni dei fan del metal italiano al nostro show, abbiamo sentito che sono molto appassionati e, visto che la nostra musica è parecchio emotiva, crediamo che questa combinazione potrebbe creare una magnifica atmosfera.


Eccoci alla domanda che tutti odiano: potete dirci quali sono i vostri tre dischi preferiti in assoluto?
Ole: Onestamente, non ci reisco: ci sono troppi grandi dischi, non riesco a sceglierne solo tre.
Raimund: Stessa cosa: potrei dirti la mia top 3 attuale, ma magari domani cambio idea. Credo che questa sia la cosa grandiosa della musica in generale: c'è così tanta varietà che potresti scegliere tre cose diverse ogni giorno.


Avete qualche consiglio per chi mette su una band adesso?
Ole: Sono sempre impressionato da quanto la gente crede che l'industria musicale funzioni come fanno vedere nei film di Hollywood. Non so se è mai stata così, ma se anche lo è stata erano gli anni '70 e '80, non adesso. Un sacco di band sembrano aspettare qual grosso concerto dove qualche tizio di una grossa etichetta non vede l'ora di scoprirli per farli diventare famosi, ma non funziona così. Come giovane band che ha appena iniziato non vi serve un contratto discografico, dovete suonare più show possibili, entrare in contatto con altre band, scambiarvi concerti, pianificare piccoli tour insieme. Suonando parecchio vi creerete una vostra fan base e migliorerete con ogni esperienza che farete. E, se tutto va bene, sempre più gente vi conoscerà e alla fine si interesseranno anche le etichette. La cosa più importante è divertirsi e godersi il fatto di suonare e scrivere musica insieme. Credo che non abbia senso fare tutto questo se l'unico obiettivo è avere successo.
 

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