Nightguide intervista i Seveso Casino Palace

Nightguide intervista i Seveso Casino Palace

I Seveso Casino Palace nascono a Milano nel 2013.
La città stessa li ha ispirati per lo stile internazionale e musicalmente contaminato che li caratterizza, offrendo loro l'opportunità di sviluppare una fanbase solida muovendo piccoli passi da indipendenti.
Seveso Casino Palace è libertà. Libertà di espressione, artistica e personale.
Nessuna definizione può descriverli, nessuna recensione spiegarli.
Nemmeno loro potrebbero davvero spiegare la loro musica, frutto di un legame indissolubile forgiato dalla passione comune per la vecchia scuola del rock.
Ho passato con loro un paio di piacevoli ore tra backstage e front raw del Locomotiv a Bologna in occasione della loro partecipazione alla data di beneficienze organizzata da Rocknrolla Eventi e dall'Associazione Disabili Italiana e quello che ho trovato è una sana spocchia che viene spiegata da anni di sacrifici e musica suonata, aspettando maturi il momento di raccogliere i frutti e agguantare la meritata visibilità.
5 amici con diverse attitudini musicali, senza focalizzarsi su degli schemi hanno deciso di unire le forze condividendo la propria arte: intrisa dei sentimenti di ogni componente, mira a suscitare nel pubblico lo stesso pathos che ha dato vita ai numerosi inediti composti e collaudati a suon di concerti, che aspettano solo di essere raccolti in un album.

L'esperienza roboante di X-Factor non li ha cambiati ma rinforzati. Sono cresciuti ma non vi azzardate a prenderli sul serio quando parlano... fatelo solo quando suonano! In quel caso spaccano i culi!

I Seveso Casino Palace (per chi non lo sapesse) sono:
Silvia Ansaldi - Voce
Gianluca Vergani - Chitarra
Salvatore Falzone - Basso
Fabiana Lauro - Tastiere
Alessandro D'Amico - Batteria


 
L. Siamo qui con i Seveso Casino Palace; ditemi qualcosa che non sa nessuno per presentare la vostra band!
S.C.P. Ci siamo conosciuti tutti a Milano ma siamo tutti di origini “terrone”

 
L. Qual è il momento che vi è rimasto più impresso di tutto il vostro percorso?
S.C.P. Di solito pensiamo alle audition, invece è proprio il momento in cui è entrata la parola XFactor nella nostra vita. Era febbraio dello scorso anno ed eravamo andati a prendere l'amplificatore per registrare dei pezzi. Il frontman degli Amanti che lavora da Massive ci ha raccontato di avere un'amica  talent scout che lavora a XFactor nei pre casting, chiedendoci se avevamo voglia di proporci. Dopo un iniziale tentennamento, nato dal fatto che anche nei nostri discorsi precedenti sui progetti di band avevamo escluso questa possibilità,  abbiamo pensato di andare lì a fare i minchioni sicuri di non essere presi! Anche se a essere sinceri il quesito di partecipare ce l'eravamo posto vedendo una band come i Maneskin, fresca, giovane, immaginando di essere al loro posto in quest'edizione.

 
L. In effetti i Maneskin diciamo che hanno risollevato le sorti del talent con il loro successo...
S.C.P. Sì è vero, suonando generi differenti magari non guardavamo X-Factor ma l'eco dei Maneskin è arrivata anche tra i nostri giri, perché hanno sbancato tutto e sono riusciti ad emergere.

 
L. Quando vi hanno preso cosa avete provato?
S.C.P. Al pre-casting funziona che tu ti presenti con delle tue proposte tra cui gli autori scelgono quella su cui ci si deve esibire ma poi non si hanno subito riscontri sull'esito, non ti dicono se sei stato bravo o meno ma ti lasciano con il classico vi faremo sapere entro maggio solo se siete stati presi. Arrivato l'ultimo giorno di maggio non avevamo avuto ancora notizie, per cui eravamo tranquilli che ormai non sarebbe più successo nulla, archiviando il pensiero di X-Factor, ma il primo giugno ci scrivono per riconvocarci e lì davvero non ce l'aspettavamo assolutamente!

 
L. E adesso invece cosa state programmando? Di solito questa è una delle ultime domande che faccio, ma essendo voi una band giovane non ho un passato conosciuto su cui farvi le domande!
S.C.P. In realtà sono cinque anni che suoniamo insieme! E adesso abbiamo solo in mente di scrivere, suonare, scrivere, scrivere, suonare... Sicuramente faremo uscire nuovi brani e continueremo a suonare live perché è quello che ci piace fare, soprattutto per il contatto col pubblico lì sotto palco, ci vogliamo divertire! Noi siamo sempre quelli che hanno suonato per divertirsi e far divertire, siamo andati a X-Factor per suonare un po' di più...se pensi niente male il Forum, il teatro Ciack...per lo meno ci siamo divertiti!
Il motivo principale per cui ci siamo iscritti è proprio il nostro voler suonare ovunque! Siamo passati dalla realtà di Milano dove bisogna sgomitare per suonare perché i locali ormai sono pochi, pieni e con una concorrenza spietata e comunque non essendo tanto conosciuto non si può neanche avere la pretesa di suonare, che ne so, al Fabrique, a un post X-Factor dove abbiamo la possibilità di suonare, e anche tanto, lontani dalla nostra solita realtà.

 
L. Settimana scorsa ho rivisto una vecchia intervista molto critica nei confronti dei talent perché rovinano anche le poche band con talento che arrivano nelle trasmissioni e che si trovano in una situazione enorme che potrebbe generare false prospettive e false speranze per il futuro.
S.C.P. Ti lanciano in un mondo che è super professionale sia a livello di palco e suoni sia a livello di promozione, quello è vero, però se non ci si monta la testa pensando che da quel momento in poi si suonerà sempre così, risulta essere un affacciarsi un po' guidati su un mondo in cui magari poi arriverai un sacco di anni dopo ma almeno ci arriverai preparato. Fa tanto ovviamente anche il non andarci come prima esperienza musicale da artista: quello ti rovina perché magari sei un gran talento ma non sai cosa vuoi fare e come ti devi muovere. Noi nello specifico ci siamo andati dopo cinque anni di gavetta e anche un po' per gioco, senza prenderla mai troppo sul serio, non ci siamo mai detti stiamo diventando qualcuno.

 
L. Forse il trucco è proprio quello.
S.C.P. Forse sì, anche se non possiamo dirtelo con certezza perché è ancora passato troppo poco tempo dalla nostra esperienza a XFactor, magari tra due anni avremo una visione più completa. E alla fine anche il fatto di essere usciti alla quarta puntata a noi sta benissimo, anzi siamo anche più contenti così...è anche questo che fa il personaggio non costruito.

 
L. In quell'intervista in effetti si parlava proprio di talenti senza altre esperienze se non quella del talent che non sono autori e che devono comunque aspettare nel dopo talent la proposta di qualcuno per fare altro, non avendo una loro “autonomia musicale”, diciamo così. Voi da qui in poi invece potete solo crescere come autori e come performer.
S.C.P. Bisogna avere le idee chiare sin da subito per poter fare programmi del genere, anche a costo di andare contro le scelte autorali. Se si arriva lì inconsapevoli del fatto di stare facendo un programma tv che non è necessariamente garanzia di entrare di sicuro nel mondo della musica, la tua sopravvivenza al di fuori di esso diventa difficile. Se invece sei consapevole di cosa stai andando a fare, allora sei salvo. Se avessimo dato peso al tritacarne che può diventare la televisione, adesso probabilmente saremmo in crisi ancora a rimpiangere il fatto di essere stati eliminati alla quarta puntata. Quest'anno probabilmente siamo usciti da lì tutti contenti di come sia andata, dando peso solo alla nostra musica e alle nostre esibizioni e creando molti legami e confronti anche con gli altri concorrenti.

 
L. E fino a X-Factor, qual è stata l'occasione più figa in cui vi eravate esibiti?
S.C.P. Sicuramente all'Alcatraz di Milano per Emergenze Festival ma abbiamo fatto tanti concerti “del cazzo” però fighi! E poi c'è stata l'esibizione di un concorso per andare allo Sziget!
 
L. Quella sarebbe una vostra location sogno?
S.P.C. Sarebbe bellissimo, anche solo come spettatori!

 
L. Album?
S.C.P. L'album è l'obiettivo da mandare in porto, se ci riusciamo per il 2019. Comunque noi scriviamo per un'esigenza artistica, ma al momento stiamo pensando al singolo che ovviamente prelude l'album. È il primo singolo dopo la grossa esperienza di X-Factor per cui è importante per noi centrare l'obiettivo riuscendo a sfruttare l'opportunità di quest'onda lunga.

 
L. E se adesso davanti a voi ci fosse un grosso catalogo da cui poter scegliere un featuring?
S.C.P. Con Big Fish! O Snoop Dogg! (ridono)

 
L. E da un catalogo possibile?
S.C.P. In realtà vorremmo proporlo a Luna un featuring prima o poi, ma forse l'artista italiano con cui ci sentiamo più affini in questo momento è Salmo. Rimane sempre un sogno ma ci sembra comunque più vicino che Snoop Dog! È uno di quegli artisti che ascoltiamo e apprezziamo tutti e cinque senza distinzioni di preferenze musicali!

 
L. Per chiudere vi faccio due domande che faccio a tutti gli artisti che intervisto. La prima: cos'è in questo momento per voi la musica in tre parole? Può essere una frase, o tre nomi, tre aggettivi..
S.C.P. Lavoro, famiglia
Io (Salvo) voglio dare una risposta seria: Dark Polo Gang.
Oppure (Silvia): Seveso Casino Palace!
Voglio darla io (Gianluca) una risposta seria: esigenza nell'esprimersi.

 
L. L'ultima domanda invece: i tre album che mai potrebbero mancare nella vostra collezione.
S.C.P. Metterci d'accordo tutti è un casino, ascoltiamo tutti generi diversi! Te ne diamo uno a testa!
(Alessandro): Chocolate Starfish and the Hot Dog Flavored Water dei  Limp Bizkit.
(Salvo): 4813 dei Kasabian, ed è un titolo che non dico mai ma questa volta te lo devo.
(Gianluca): per tutte le volte che l'ho consumato, ascoltato, suonato sicuramente Appetite for Destruction dei Guns 'n Roses.
(Silvia): B'Day di Beyoncé.
(Fabiana): The Wall dei Pink Floyd.

 
L. Prima di lasciarci, un'ultimissima curiosità che mi è venuta in mente pensando alle vostre esibizioni in tv: di chi è stata l'idea dell'ultima esibizione che avete fatto sulle note di un pezzo de I Gossip, Standing In The Way of Control?
S.C.P. La coreografia è del direttore artistico mentre l'idea del megafono è stata di Silvia, la voce della band.
Visto che ci sentivamo che saremmo usciti, volevamo qualcosa che spaccasse i culi!
Silvia ha fatto partire la sirena del megafono durante le prove e ci siamo resi conto che in quel l'esatto momento ci andava perfetta! L'abbiamo tenuta nell'esibizione e ti racconto anche un piccolo aneddoto:
alla quarta prova abbiamo rotto il megafono nel lancio, e hanno dovuto recuperarne un altro con la stessa sirena per evitare di perdere tutto il lavoro fatto fino a quel momento! Piccola curiosità invece: nel live non abbiamo una vera sirena ma la riproduce la seconda voce del gruppo!

 
Intervista  e foto copertina a cura di Luigi Rizzo
Copywriting a cura di Angela De Simone
 
 

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