Nightguide intervista Imuri

Nightguide intervista Imuri

IMURI sono una band abruzzese composta da: Lorenzo Castagna (guitar-vox-synth), Antonio Atella (bass-vox), Valerio Pompei (drums-percussion) e Marco Fontana (synth-guitar-vox).
Dopo una prima anticipazione con il brano “Brenda” (out 28 settembre 2018), e il 23 novembre con “200 Sigarette”, lo scorso 21 dicembre è uscito il loro secondo album (il primo per Garrincha e Manita), Chat Hotel.
Ritmiche trascinanti e testi rigorosamente in italiano, IMURI uniscono con bravura una certa attitudine rock al cantautorato indie/pop contemporaneo. “Chat Hotel” fonde le sonorità del miglior cantautorato pop/rock italiano con atmosfere che rimandano alle nuove tendenze indie.
Loro dicono: “Chat Hotel è un disco che ha dentro amore, vita, morte e miracoli, tutti elementi vissuti a pieno con gioia e dolore da ognuno di noi. Ma anche un album con una riflessione e una critica sulla vita di quest'epoca malata. Un confine, dove non si può più tornare indietro ma solo andare avanti. Come in una storia d'amore che inizia e finisce, come la vita che inizia e finisce. Uno sguardo al futuro per non dimenticarsi del passato.
Noi abbiamo incontrato Lorenzo, il frontman della band, per farci aprire un po' il suo mondo.

Ciao Lorenzo, raccontaci un po' di questo tuo progetto musicale, Imuri, che, se non vado errato, ha raggiunto ormai il suo quarto anno di vita.
Si, possiamo dire di si. Siamo partiti nel 2014 con i soliti compagni di merende e con un cammino un po' tortuoso e dei buchi nel mezzo siamo arrivati qui. È partito da una mia idea, come duo, e si iniziava a fare la prima musica e i primi live nei locali; poi abbiamo deciso di allargare la formazione e sono arrivati il primo EP, il primo disco, le prime date e abbiamo cominciato, lentamente, a muoverci in questo mondo.
Ovviamente all'inizio era tutto autoprodotto perché era mosso tutto dalla nostra fretta e dalla nostra convinzione di poter fare tutto da soli e di doverlo fare velocemente. Adesso, con il senno di poi, mi rendo conto dell'errore, anche se siamo comunque soddisfatti di quello che abbiamo fatto.
Poi tra il primo e il secondo album c'è stata la parentesi della nostra collaborazione con i Management Del Dolore Post-Operatorio - ora Management - con cui abbiamo realizzato il nuovo disco e il tour iniziato a marzo 2017 e concluso il 01/01/2018.

Il secondo album, “Chat Hotel”, è uscito da pochissimo, il 21 dicembre, per Garrincha Dischi e Manita Dischi. Stavolta, quindi, siete stati affiancati da una vera etichetta discografica e da tutta la “famiglia” di Garrincha che si dimostra sempre pronta a fare un lavoro di squadra quando c'è da lavorare ad un progetto.
Si, io nonostante si stesse lavoravano con il Management, continuavo a lavorare anche ad altri brani miei per poterli inserire in un secondo album, quindi poi me li sono ritrovati.
Siamo stati contattati dall'etichetta che si era interessata a noi attraverso alcuni brani e dopo mille casini e mille ritardi, grazie a loro, siamo riusciti ad arrivare fin qui, con un secondo album in mano.
E adesso vediamo come va, non avendo avuto ancora un riscontro sul campo, essendo uscito da troppo poco.

Personalmente l'ho ascoltato l'altro giorno e, correggimi se sbaglio, ma ho trovato un accostamento molto interessante e intelligente tra un sound molto fresco e pop a tematiche tutt'altro che leggere e scanzonate.
La chiave che ci ho letto io è quella di una musica “facile” e piacevole che veicola all'orecchio tematiche importanti.

Per spiegare meglio quello che ci hai visto tu, ti vorrei spiegare come vedo io la musica: per me lavorare ad un brano è come avvicinarmi alla tavolozza di un pittore dalla quale poter estrapolare tantissime sfumature per dare vita alla forma e al contenuto di un brano. In questo caso, come dici tu, abbiamo scelto una forma più semplice, per arrivare con il contenuto a più persone e poter comunicare con quante più persone possibile. Noi vogliamo che il nostro messaggio arrivi forte e chiaro e che sia compreso da chi ci ascolta.

La cosa che mi è piaciuta molto è che, a differenza di altre cose che ho sentito in giro simili dove prevale una certa sfiducia, nelle vostre canzoni, nonostante parliate di personaggi che si perdono che falliscono che vengono delusi, c'è sempre e comunque una venatura di ottimismo; lasciate sempre spazio ad una possibilità di redenzione. È così?
Diciamo che io sono un sognatore malinconico e speranzoso e, in realtà, c'è un messaggio di speranza, di riuscita, di rivalsa, però c'è anche una presa di coscienza sul fatto che, a volte, alcune avversità dipendono poco da noi e, in qualunque modo la si voglia mettere, più che lottare bisogna accettare le cose come stanno.

Mi sembra di capire che ci sia molto di voi in queste canzoni!
Assolutamente si! Ovviamente abbiamo attinto molto dal nostro vissuto, ma anche dal vissuto della nostra generazione e dalla situazione generale che circonda quelli della nostra età. Abbiamo ritenuto giusto parlare concretamente di quello che succede ora nel presente a noi, piuttosto che rimanere sul generico.

La canzone che ho apprezzato di più, personalmente, è quella di chiusura dell'album: “Con il culo degli altri”. Questo attacco alle generazioni precedenti che hanno lasciato ai giovani un mondo consumato e disastrato, per poi criticarne l'incapacità e rimediare agli errori che loro stessi avevano fatto, è molto forte e mi sembra di sentirvi ancora di più e ancora più arrabbiati, quasi senza filtri e senza venature ottimistiche.
Hai ragione! Questo brano è stato trattato più seriamente anche da un punto di vista musicale, proprio perché non ci sentivamo di alleggerire questo tipo di tematica. È stato deciso solo all'ultimo infatti di inserirlo nel disco. Eravamo indecisi se inserire altro più in linea con il carattere degli altri brani, ma poi abbiamo deciso di metterlo per dare delle sfumature ancora diverse.

È questo brano che vi rappresenta di più o gli altri?
Sinceramente ti direi che “Con il culo degli altri” al momento è quello che ci rappresenta di meno perché è uno dei brani più vecchi inseriti nell'album, e attualmente ci rappresenta altro. Quello è stato scritto in un periodo diverso rispetto alla maggior parte dei brani, che sono più recenti e sono usciti a bomba tutti insieme. Però è comunque un brano che ci piace molto.

Ripensando al percorso che hai fatto finora, raccontaci il tuo più grande rimpianto e la tua più grande speranza.
Sicuramente il mio più grosso rimpianto è quello di non aver vissuto abbastanza fino ad un certo punto della mia vita e di aver tenuto sempre il freno a mano tirato. E questa è una cosa che nella vita mi ha dato una grossa bastonata sulla schiena e l'ho pagata cara in molti ambiti.
La speranza è appunto che, essendo sazio di questo mondo di vivere la vita, possa essere capace di affrontare questa nuova vita in cui ho deciso di togliere questo freno a mano.

Bhe direi che, essendo vicini alla fine dell'anno mi sembra un ottimo proposito per il 2019 che sta per arrivare, e personalmente ti dico che sono un forte sostenitore del vivere a pieno la vita. E, se non sbaglio, il vostro 2019 partirà subito alla grande con il vostro tour.
Si partiamo subito il 3 gennaio con la prima data nella mia città, Teramo, alla quale sono molto legato e dove presenteremo ufficialmente il disco e poi dal 12 febbraio partirà da Urbino il tour vero e proprio che, per il momento, ci vede già confermati a Bologna, Milano, Reggio Emilia e Firenze. Non vediamo l'ora.

Tu personalmente come vivi la dimensione live? Fai parte della categoria degli artisti che preferiscono le sessioni di studio o il contatto con il pubblico?
Assolutamente live tutta la vita! Siamo dei musicisti veri, vecchio stampo. Vogliamo il palco, le esibizioni, il pubblico, le improvvisazioni. Siamo cresciuti con le jam session. Non potremmo mai rinunciare al palco.

Hai qualche rito scaramantico prima di uscire sul palco?
Eehh...a parte quello di scaldarsi la voce, muovo le braccia dall'alto verso il basso e controllando la respirazione cerco di concentrarmi per lasciare tutti i casini e i problemi fuori dal palco. Altrimenti andrebbe tutto a puttane! (ride)

Dopo il tour vi aspettano altri progetti?
Stiamo lavorando al nuovo disco anche se non c'è una data fissata.

Come definiresti cos'è per te la Musica per te in 3 parole?
Cazzo è difficile! Amore Vita e Morte. L'essenziale!

Pensando al tuo percorso e alla tua giovinezza quali sono i 3 album che mai potrebbero mancare nella tua collezione?
White Album - Beatles
Uno qualsiasi dei Verdena
Lonerism - Tame Impala.

Intervista a cura di Luigi Rizzo.
 

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