Nightguide intervista Bastian Baker

Nightguide intervista Bastian Baker


Bastian Baker è quello che si potrebbe definire un artista a tutto tondo: giocatore di hockey professionista, in tv con The Voice e Strictly come dancing, ha presentato il suo quattro lavoro in giro per tutto il mondo in apertura del tour di Shania Twain finito il 23 dicembre. Abbiamo parlato con lui di Bastian Baker, il suo nuovo disco omonimo uscito a ottobre, del tour e dei suoi progetti per il futuro.


Ora, per conoscerti: chi è Bastian Baker, e come sei diventato un musicista?
Sono Bastian Baker, un cantante svizzeor dalla parte francese, nato a Losanna...ho iniziato a suonare la chitarra a 7annoi ed è da tutta la vita che scrivo canzoni e faccio concerti. E' una cosa che è sempre stata nella mia testa e nel mio cuore, non posso vivere senza musica, è la cosa più importante della mia vita.


Stai aprendo per Shania Twain in tutto il mondo, quindi immagino che tu ne abbia isto una bella fetta (anche se magari non hai poi tutto questo tempo libero mentre sei in giro): come ti senti a suonare davanti a folle così diverse ogni volta, e quale paese ti ha affascinato di più?
Chiaro che per me è incredibile suonare in paesi diversi: siamo andati in Canada, America, Brasile, Norvegia, Svezia, Olanda, Germania...ora siamo in Australia. E' molto importante provare a provare la lingua del posto ogni sera, cercare di farmi capire. Scoprire tutte queste culture diverse mi piace moltissimo, la vita in tour con Shania è la cosa migliore che mi è successa quant'anno. Credo che il paese che mi è piaciuto di più sia stato il Brasile, e il suo popolo! Abbiamo suonato davanti a 100.000 persone, e questo succede una o due volte nella tua vita d'artista se hai fortuna. E' un'esperienza unica.


Hai preso parte in The Voice e Strictly come dancing: come ha funzionato per la tua carriera musicale?
Fare tv è una cosa differente: è chiaro che mi ha aiutato, ma non sono diventato più famoso per quello, a lungo termine. Strictly come dancing credo mi abbia aiutato a saper chi sono e chi non sono: c'è una telecamera con te ogni giorno 24 ore, è molto pesante e non mi è piaciuto molto, mentre fare il coach era meglio: tutto si basa sulla musica, e i miei talenti erano molto gentili e decisamente forti. E' diverso da fare concerti, ma fare tv alla fine mi piace.


Ho letto che questo disco è il tuo quarto lavoro, ma ti senti come fosse il primo: è una rinascita, e l'inizio di una nuova avventura per te. Puoi dirci qualcosa di più? 
Si, l'ho detto a tanti: è come aver iniziato una cosa nuova. Credo che quando ascolti questo album puoi sentire tutte le mie influenze diverse, ed è questo che lo rende unico. C'è country, pop, electropop, songwriting. Ho aspettato 3 anni dall'ultimo disco, non era mai successo di aspettare più di due anni. E' come aver iniziato qualcosa di nuovo nella mia testa e nella mia carriera, è un nuovo inizio.


Ho ascoltato il disco, e devo dire una cosa: le tue canzoni mi hanno fatto sentire bene. Sono gioiose in un modo difficile da trovare nella musica di oggi. Puoi raccontarmi di più sulla composizione? Cosa ti ispira, cosa ti fa pensare “Oddio, devo scrivere di questa cosa!”
Ho scritto con molte persone diverse: non mi era mai successo prima. Credo ci siano almeno 25 persone differenti in questo album. Grazie per il complimento! La musica si fa insieme, e mi piace moltissimo, e anche se ci si sente bene ascoltando la mia musica..non voglio essere assolutamente negativo, ma ci sono canzoni come All around che aiutano a sentirsi bene, perché sono molto positive. E' chiaro che a volte voglio scrivere un pazzo in modo rapido, in 10 minuti, ma per questo disco avevo scritto 60 canzoni ed è stato come lavorare: abbiamo lavorato dalle 11 alle 17, come in un ufficio, ma mi è piaciuto perché ho scritto molto più del solito, ed è anche grazie a questo che i pezzi sul disco sono migliori degli altri album.


Hai detto che all'inizio del tour con Shania Twain tutti credevano che avresti fatto un casino, e saresti caduto sul palco. Sul serio eri così nervoso? Non riesco a immaginare un giocatore professionista di hockey perdere l'equilibrio nemmeno impegnandosi!
No, non è che tutti hanno pensato che non potessi riuscire a farlo..è solo che quelli che non mi conoscevano hanno pensato “e questo chi è, che va a cantare davanti a 15.000 persone solo con una chitarra? E' pazzo?” Ma io sapevo che sarebbe andato tutto bene, l'avevo già fatto. Non ero nervoso: sono salito sul palco, ho fatto il mio dovere e tutti hanno capito che sapevo come fare il mio lavoro. Comunque è vero che l'hockey mi ha insegnato ad essere calmo nei momenti molto importanti, a reggere la pressione e il nervosismo. C'è stress, ma credo che questo mi abbia aiutato parecchio rispetto ad altri artisti che non hanno mai fatto uno sport. Nessuno ha mai pensato che sarei caduto sul palco!


Ok, ora vorrei sapere qualcosa di più sui tuoi piani per il futuro: cosa farai alla fine del tour con Shania Twain, hai già organizzato il tuo tour? Tornerai in Italia?
Dopo il tour con Shania, che finisce il 23 dicembre, voglio solo andare a casa per Natale, poi ho la promozione del disco fra gennaio e febbraio, interviste in diverse paesi...e poi andrò in tour, iniziamo in Europa in marzo e tutti i concerti e festival estivi. Poi di nuovo in tour alla fine dell'anno...gli unici concerti in Svizzera sono il 20 marzo a Zurigo e il 22 a Losanna, ma sono già sold out, quindi dovremo aumentare le date. Mi piacerebbe anche suonare in Italia, stiamo lavorando perché questo sogno di un tour europeo si avveri.


La domanda che odiano tutti! Mi puoi dire i tuoi tre dischi preferiti?
Ah, i tre dischi! Non lo so, cosa potrebbero essere...sicuramente un disco dei Queen, il Best of perchè hanno fatto così tante canzoni incredibili che l'unico modo è averle tutte in un solo album. Poi direi Robert Francis con Fire engine red, uno dei miei artisti preferiti, quindi per me è normale parlarne e il terzo...quale potrebbe essere...magari Nevermind dei Nirvana. Quando parte Smells like teen spirits esco pazzo!


Hai qualche consiglio per chi inizia a fare musica adesso?
Dovete fare il meglio che potete, lavorare più degli altri, credere nel vostro talento. Quando ti dicono che non puoi farlo, non puoi riuscirci, non devi ascoltare nessuno e fare ciò che devi, restare te stesso e alla fine andrà tutto bene.
 

bastian baker, interviste, interviste musica

Articoli correlati

Interviste

Nightguide intervista i c...

19/03/2019 | luigirizzo

se c'è qualcosa che non scarseggia nei cactus?, nome che richiama non a caso una famiglia di “piante succulente”, sono energia e immediatezza, ben miscelati in un...

Interviste

Intervista a demetrio ver...

18/03/2019 | iltaccuinopress

Demetrio verbaro ha pubblicato per lettere animate editore il mystery il carico della formica (2013), i romance l'attimo eterno (2014) e ora, per sempre e oltre (2016) e ...

Interviste

Nightguide intervista nin...

17/03/2019 | luigirizzo

Il tanto atteso secondo nuovo album di nina nesbitt è arrivato! pubblicato oggi da cooking vinyl, “the sun will come up, the seasons will change”  è stato anticipa...

2445150 foto scattate

16188714 messaggi scambiati

852 utenti online

1357 visitatori online