I Botanici - Solstizio

I Botanici - Solstizio

“Solstizio” è il nuovo disco de I Botanici, pubblicato il 7 aprile 2017 per Garrincha Dischi.
Si tratta di un lavoro nato e cresciuto in maniera lenta, tra momenti e luoghi differenti, affondando le proprie radici tra le storie, le paure e le incertezze che caratterizzano il nostro quotidiano vivere.
Tecnicamente però ''Solstizio'' nasce nella sala prove della band situata a Benevento tra l'estate e l'inverno del 2015. Una band che è formata da Mirko Di Fonso a voce, chitarra e tastiere, da Gianmarco Ciani a chitarra e cori, da Antonio del Donno a basso e tastiere e da Gaspare Vitiello alla batteria. Come dicevamo, è l'inizio del 2016 il momento decisivo per questo disco, quando tre tracce incise su una demo incontrano Alberto Bebo Guidetti che decide di produrre quello che sarà il lavoro d'esordio de I Botanici, registrato nell'aprile di quell'anno nel bolognese Donkey Studio, nell'arco di una sola settimana.
Garrincha Dischi lo ha pubblicato precisamente un anno dopo, portando alla luce questo disco prodotto da Guidetti de Lo Stato Sociale, da Hyppo Nicola Roda e da I Botanici e masterizzato da Francesco Brini presso lo Spectrum Studio di Bologna.
Il disco prende il via con un riff energico e distorto che ci invita nel 'Solstizio d'inverno', che si lega per aggressività alla seconda traccia, 'C'avremo tanto da fare', che si tende su ricordi agrodolci, contrastanti con i ritmi affilati che ne compongono le melodie. E' un piano che apre 'Non ci si abitua mai', in cui ad una buona parte strumentale segue un testo sofferente e contrito, cui segue un'altro pezzo che viene introdotto da quasi un minuto di solo rock, 'Amori botanici', mentre la quinta traccia, 'Non sbaglio più' si muove nella direzione di un punk pop arrabbiato, quello ispirato ad un amore finito('Perché non mi hai detto che eravamo in tre?). Vigorose pulsazioni accompagnano 'Magari sì', che vede la partecipazione di Alberto Guidetti, mentre una chitarra acustica suona le prime note di 'Tenda per due', pezzo il cui synth è suonato da Enrico Carrot Roberto. Chiude ''Solstizio'', 'Io non credo', con cui I Botanici decidono di parlarci, con ritmi più rilassati, di un futuro che vogliamo sognare e sperare, mentre il mondo ci sta crollando addosso.
Sembra quindi che ''Solstizio'' rappresenti l'esordio più che promettente di questa band, che sembra pronta a fare grandi passi nel panorama indie rock del nostro paese.


garrincha dischi, i botanici, Recensione, solstizio

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