Nightguide intervista i TODO MODO

'Prega per Me' è il titolo del nuovo album dei Todo Modo, il super trio composto da Xabier Iriondo, Paolo Saporiti e Giorgio Prette. 
Uscito il 31 marzo per Goodfellas Records, questo loro secondo disco è un capolavoro di cantautorato italiano e noise rock, che colleziona al suo interno dodici capitoli che sono fotografie del nostre paese, storie indipendenti, figlie di uno stesso sentire.
Nightguide ha intervistato i Todo Modo per voi.

Il progetto Todo Modo è giunto al suo secondo disco, ''Prega per me''; in cosa si differenzia dal precedente, ''Todo Modo''?
In compattezza. Il gruppo si è solidificato, nella conoscenza reciproca, grazie anche al suonare assieme. La voglia di comunicare si è intensificata e il risultato è evidente, anche per quanto attiene il discorso testuale.

Una domanda a Paolo Saporiti, la voce di questo SuperTrio; come ti trovi a collaborare con dei musicisti come Giorgio Prette e Xabier Iriondo?
Molto bene. Mi nutro della loro esperienza e cerco di restituire la mia, il risultato è una commistione di generi e intenzioni che diventa di fatto la nostra caratteristica peculiare. 

E come ti è sembrato questo nuovo inizio di tour assieme a loro?
Bello! Intenso. Ci sono molte cose che oggi posso fare, che prima potevo soltanto immaginare. Tipo gridare. E' una questione di attitudine generale che ha modificato prima i testi, poi i gesti e le azioni, e alla fine la performance in toto ma c'è ancora molto da scoprire, almeno per me. Fino a ieri, non avevo neanche i brani su cui potermi muovere in un certo modo, ora sì e la cosa si fa sempre più interessante.

Domanda per Xabier Iriondo: sei un artista di somma caratura, incapace di fermarsi per un attimo; cosa ti ha lasciato quest'ultimo FolfiriOFolfox Tour degli Afterhours?
Ogni volta che termina un tour con un progetto musicale nel quale sono coinvolto mi sento arricchito sia dalla condivisione con gli altri musicisti coinvolti sia dalle emozioni che personalmente vivo. Anche questa volta è stato così.

E cosa porterai di esso nei concerti dei Todo Modo?
TODO MODO e AFTERHOURS sono due entità molto distinte, sound e contenuti sono diversi. Le mie sonorità non sono uguali nei due progetti, TODO MODO è un trio mentre AFTERHOURS è un sestetto. Cerco sempre di portare solo me stesso e di non creare contaminazioni (né artistiche né attitudinali) nei progetti nei quali suono.

Torniamo a Paolo. Come ha funzionato il processo di elaborazione dei testi di ''Prega per me''?
Alcuni testi sono nati chitarra e voce, nel mio modo canonico, improvvisando e lavorando di cesello. Ho presentato le canzoni al gruppo e queste sono state approvate e arrangiate. Un poco come era capitato per “Todo Modo” poi, un pugno di improvvisazioni di Giorgio alla batteria, sono diventate la base per i riff di Xabier e successivamente l'impalcatura su cui scrivere e cantare le mie parti vocali. Ho scritto ad hoc per questi brani e, in alcuni casi, approfondito delle idee che avevo in mente. Nessun brano di questo disco è nato dal lavoro in studio del trio che suona assieme nella stessa stanza.
Ho scritto lasciandomi permeare da quello che vedevo e ascoltavo, come sempre, anche se il tiro e la metrica che ho adottato sono stati condizionati da una scelta pregressa da parte del gruppo. Il centro delle tematiche risulta essere più sociale. Volevamo il risultato che abbiamo ottenuto. Sono molto soddisfatto soprattutto per quanto riguarda l'incisività e l'apertura dei versi.

 

''Passaggio a livello'' è una sorta di reading sulle atmosfere di una musica spettrale: come nasce?
Un giorno, davanti alle casse aperte dello studio, Xabier mi dice: ho rubato questa registrazione sulla porta di una chiesa ortodossa, dimmi che ne pensi. Parte un canto religioso di sole donne e subito mi sono visto nel mezzo di questa moltitudine, a domandare di mio padre, se qualcuna di esse fosse in grado di poterlo incontrare o vedere in una di quelle peregrinazioni estatiche. E' stato un attimo e, insieme alle lacrime, è uscito il testo della canzone.

Domanda a Giorgio Prette; come sta andando il tuo impegno al Serraglio?
Dallo scorso autunno ho deciso di fare un passo indietro nella gestione per dedicarmi maggiormente alla musica che negli ultimi tempi avevo dovuto necessariamente trascurare.

E cosa significa per te risalire sul palco con questo splendido trio?
Significa tutto, perché è un progetto fresco, vissuto con armonia ed entusiasmo, perché è quello che ho scelto di fare ed a cui mi sono dedicato con passione negli ultimi trent'anni.

Potete indicarci i pezzi che sentite più vostri in questo disco?
Ogni traccia è come un figlio, ognuno con la sua identità ed una diversa capacità di emozionarci.

Un'ultima cosa. Che cosa dobbiamo aspettarci da questo tour?
Intensità sonora e coinvolgimento emozionale.


 
A cura di Leslie Fadlon

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